“Storie spaziali per maschi del futuro”, se la decostruzione degli stereotipi inizia alla primaria
La violenza di genere non nasce all’improvviso. È il risultato di stereotipi, modelli relazionali e aspettative che si costruiscono nel tempo, spesso fin dall’infanzia. È da questa consapevolezza che prende forma Storie spaziali per maschi del futuro – Scuola Edition, il primo progetto nazionale su larga scala dedicato alla decostruzione degli stereotipi di genere nelle scuole primarie italiane.
Il progetto è stato presentato oggi a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, su iniziativa di Fondazione Libellula, con il sostegno istituzionale di Stefania Ascari, deputata e avvocata femminista, insieme a Filippo Sensi, senatore del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Diritti Umani, e a Francesca Ghirra, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra.
Capofila dell’iniziativa è Fondazione Libellula, in collaborazione con Francesca Cavallo, autrice di riferimento internazionale sui temi dell’educazione e degli immaginari per l’infanzia, e con ScuolAttiva Onlus, realtà impegnata da anni nella progettazione educativa nelle scuole.
Ripensare il maschile fin dall’infanzia
Alla base del progetto c’è il libro Storie spaziali per maschi del futuro, scritto da Francesca Cavallo e pubblicato nel 2024: una raccolta di fiabe che affronta, per la prima volta a livello internazionale, gli stereotipi di genere che danneggiano anche i bambini maschi. Modelli rigidi di maschilità – dal principe azzurro al supereroe – vengono messi in discussione per aprire nuovi immaginari, in cui fragilità, empatia, ascolto e gentilezza non sono debolezze, ma risorse.

Da questo lavoro narrativo nasce oggi un protocollo educativo strutturato, pensato per essere replicabile su scala nazionale, che agisce sugli immaginari prima che gli stereotipi diventino disuguaglianze e, nei casi più estremi, violenza.
Un progetto educativo nazionale
Storie spaziali per maschi del futuro – Scuola Edition è un percorso pensato per la scuola primaria pubblica e rivolto all’intera comunità educante. Il progetto include un kit educativo per docenti, bambine e bambini, basato su sei storie tratte dal libro e corredato da esercizi, giochi e spunti di riflessione; un corso di formazione per il corpo docente, accreditato sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A.; laboratori ed eventi nelle scuole con Francesca Cavallo e le pedagogiste di Fondazione Libellula.
L’obiettivo è fornire strumenti concreti per lavorare su equità, rispetto, educazione emotiva e consenso fin dai primi anni di vita, includendo anche il punto di vista degli stereotipi che colpiscono i maschi.
Perché partire dalla scuola primaria
Il progetto prenderà avvio con una fase pilota che coinvolgerà 250 classi entro il 2026, raggiungendo 12.500 bambine e bambini, 5.000 docenti e oltre 50.000 persone della comunità educante, con particolare attenzione alle aree più periferiche e vulnerabili.
È proprio durante la scuola primaria che si formano le prime rappresentazioni del maschile e del femminile: cosa significa essere forti, mostrare emozioni, prendersi cura, stare in relazione. Intervenire in questa fase significa fare prevenzione reale, agendo prima che i ruoli di genere si irrigidiscano.
Le voci del progetto
«La violenza di genere si costruisce nel tempo, spesso a partire da modelli appresi molto presto» sottolinea Francesca Panigutto, Head of Communications & Fundraising di Fondazione Libellula. «Con questo progetto portiamo nelle scuole il primo grande intervento italiano dedicato alla decostruzione degli stereotipi di genere nella primaria, usando il linguaggio più vicino ai bambini: quello delle storie».

Per Francesca Cavallo, lavorare sul maschile è una necessità culturale: «Liberare i maschi da modelli che fanno male significa immaginare un futuro diverso per tutte e tutti. Non chiediamo ai bambini di aderire a un nuovo modello, ma di diventare pionieri, capaci di immaginarne uno nuovo, basato su vulnerabilità, gentilezza e ascolto».
Anche ScuolAttiva Onlus ribadisce il ruolo centrale della scuola come spazio di costruzione delle relazioni e di cittadinanza consapevole, attraverso percorsi educativi strutturati e inclusivi.
Il percorso nel 2026
Dopo la presentazione in Parlamento, il progetto entrerà nel vivo con un roadshow nazionale ad aprile 2026, che farà tappa a Milano, Roma e Lecce. Parallelamente, la fase pilota sarà accompagnata da un’analisi di impatto in collaborazione con un’università italiana, per valutare il cambiamento nell’approccio educativo del corpo docente. I risultati confluiranno in un paper di ricerca, a sostegno della futura replicabilità del progetto.







