La skincare

La skincare non è un gioco

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La dermatologa Ines Mordente spiega perché la pelle giovane non ha bisogno di cosmetici complessi né di inseguire le tendenze dei social. L’obiettivo è preservare la barriera cutanea e intervenire con prodotti specifici solo in presenza di reali necessità


Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Sono informatissime. Si aggirano tra gli scaffali delle più note catene di profumeria conoscendo a menadito marchi, trucchi e prodotti per la cura della pelle. Non ci sarebbe nulla di insolito, se non fosse che si tratta di bambine.

Routine cosmetica: non è più un gioco


Già a partire dagli 8 anni, fino alla preadolescenza, il fenomeno è sempre più diffuso: il nuovo gioco si chiama skincare, praticata con routine strutturate e gesti che imitano quelli degli adulti.

Negli ultimi anni, infatti, il mondo della skincare ha smesso di parlare soltanto agli adulti e alle adulte. Sempre più spesso creme viso, maschere, sieri e patch occhi entrano anche nell’universo delle bambine e delle preadolescenti, complici i social network, le beauty influencer e nuove forme di intrattenimento, come le feste a tema spa.

Quello che un tempo era un gioco occasionale – imitare la mamma davanti allo specchio – oggi rischia di trasformarsi in una vera routine cosmetica precoce, fatta di prodotti spesso formulati per pelli completamente diverse.

Ma la pelle di una bambina è davvero pronta a questo tipo di esposizione? Quali rischi possono derivare dall’uso anticipato di cosmetici pensati per le adulte? E soprattutto, come possono orientarsi i genitori davanti a INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) sempre più complessi e a un marketing che raramente chiarisce quali prodotti siano realmente adatti all’età evolutiva?

Creme, maschere e sieri: i rischi per le bambine


Ne parliamo con Ines Mordente, medico dermatologa, direttrice scientifica e Chief Scientific Officer della startup AcneRevolution, la prima clinica digitale italiana dedicata all’acne e alla pelle sensibile, e direttrice del board scientifico di Lamuselab. È inoltre referente digitale per i board scientifici di numerosi altri brand di skincare in cui crede. Co-founder delle cliniche Medicinae, docente del Master di Medicina Estetica di eCampus, autrice dei libri #acnerevolution e #skinrevolution, divulgatrice scientifica digitale e volto del format SOS Acne su Real Time. Parallelamente, è madre di tre figli.

A quali rischi possono andare incontro le bambine con un contatto così precoce con le sostanze contenute in creme, maschere e sieri?

«La pelle di una bambina non è una “mini pelle adulta”: è una cute ancora in maturazione, con una barriera cutanea più delicata e un microbioma in evoluzione. L’utilizzo precoce e non necessario di cosmetici formulati per gli adulti può aumentare il rischio di irritazioni, dermatiti da contatto, sensibilizzazioni allergiche e alterazioni della barriera cutanea.

Inoltre, l’impiego ripetuto di attivi esfolianti o anti-age può compromettere il film idrolipidico, favorendo secchezza, rossori e una maggiore reattività della pelle.

Il problema non è il singolo prodotto, ma la tendenza a trasformare una pelle sana in una pelle trattata, senza alcuna indicazione dermatologica».

Prodotti non pensati per le bambine

Quali sostanze dell’INCI dovrebbero conoscere le mamme e i papà per riconoscere i prodotti inadatti?

Più che imparare a memoria l’INCI, consiglio alle mamme e ai papà di chiedersi se quel prodotto sia realmente necessario. In generale, in età pediatrica e preadolescenziale è meglio evitare formulazioni contenenti retinoidi, elevate concentrazioni di acidi esfolianti (come acido glicolico, salicilico o TCA), peeling domiciliari, prodotti anti-age e cosmetici con numerosi ingredienti attivi combinati. Anche le profumazioni intense e l’alcol denaturato possono risultare irritanti nelle pelli più sensibili.

Se un prodotto promette di cancellare rughe, macchie o di esfoliare intensamente la pelle, con ogni probabilità non è pensato per una bambina».

Di cosa avrebbe davvero bisogno la pelle di una bambina dagli 8 anni all’adolescenza?

«Nella maggior parte dei casi bastano davvero pochi gesti: un detergente delicato, una crema idratante formulata per pelli sensibili e una protezione solare SPF 50 durante l’esposizione ai raggi UV, anche nel corso di una semplice passeggiata all’aperto.

Con l’arrivo della pubertà, se compaiono pelle più grassa, punti neri o i primi segni di acne, è utile rivolgersi al dermatologo per impostare una routine personalizzata e seboregolatrice.

La skincare in questa fascia d’età dovrebbe avere un solo obiettivo: proteggere la barriera cutanea e mantenere la pelle in salute, senza inseguire trend cosmetici pensati per gli adulti».


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Claudia Brattini, farmacista con specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti, laureata in Scienze della Nutrizione. È Giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione nel mondo della salute. Ha conseguito un master in Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data
Journalism organizzato dal Corriere della Sera. È autrice del libro di cucina per bambini "Gustosissimo, favole ricette ed emozioni da impastare".

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