Monica Calcagni
Monica Calcagni

Menopausa oggi: rompere i tabù e costruire consapevolezza

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Monica Calcagni è ginecologa, divulgatrice e formatrice, da sempre impegnata nel rendere la salute femminile più consapevole, accessibile e libera da tabù.

Con un linguaggio chiaro e diretto, accompagna migliaia di donne in percorsi di educazione alla sessualità, alla contraccezione, alla fertilità e alla consapevolezza corporea, online e dal vivo. Crede profondamente che ogni donna abbia il diritto di conoscere il proprio corpo per viverlo con rispetto, libertà e piacere.

Ha scritto tre libri: Cose da donne che anche gli uomini dovrebbero sapere (2022) e Più Donna Meno Pausa (2024) editi da Sperling&Kupfer, Il mio viaggio a fianco delle donne (2025) edito da Maggioli Editore.

Menopausa non è sinonimo di decadenza


Monica Calcagni, perché è ancora così difficile parlare di menopausa?

«In realtà è un argomento di cui si è sempre parlato poco e spesso in termini negativi. La menopausa è stata a lungo associata a un periodo di “decadenza” nella vita di una donna.

Proprio di recente, una mia paziente mi ha detto: “Non riesco nemmeno a pronunciare la parola menopausa”. Questo perché, culturalmente, la menopausa è ancora legata all’idea di una donna anziana, che ha ormai concluso il suo ruolo principale: quello riproduttivo.

Invece, dovrebbe essere vista come una fase di evoluzione, non di chiusura. Le donne in menopausa possono e devono riscoprire la loro capacità di vivere pienamente, di dedicarsi a tutto ciò che viene dopo, il lavoro, le passioni, la libertà personale.

Il problema è anche mediatico: se oggi si digita “menopausa” su Google, compaiono immagini di donne con i capelli bianchi che si sventolano o con il bastone.

Non escono immagini di donne in carriera, realizzate, che vivono una sessualità appagante o che sono all’apice della loro libertà economica e professionale. E invece questa è la realtà di tante donne in menopausa».

La terapia ormonale sostitutiva


Oggi si parla di un approccio più integrato alla menopausa: alimentazione, attività fisica, salute mentale e ormoni, eppure c’è ancora tanta reticenza nell’uso della terapia ormonale sostitutiva, perché?
«La paura deriva da vecchi studi, in particolare dal celebre “Women’s Health Initiative”, che per anni ha associato la terapia ormonale sostitutiva (Tos) a un aumento del rischio di tumore al seno. Questo ha generato una diffusa diffidenza, anche tra molti medici.

Oggi sappiamo che i dati di allora sono stati in gran parte rivisti e che le conclusioni iniziali erano state lette in modo parziale. Le donne che intraprendono una terapia ormonale sostitutiva non presentano un aumento del rischio di tumore al seno almeno per i primi dieci anni di trattamento.

Anzi, in generale, mostrano un rischio ridotto per molte patologie, comprese quelle cardiovascolari.
Le donne in menopausa, infatti, muoiono più frequentemente di cause cardiovascolari, e la Tos può avere un effetto protettivo. Tuttavia, si tende a leggere i dati scientifici solo dal punto di vista che conferma i propri timori, e molti colleghi non sono aggiornati.

La medicina è un campo vastissimo e non si può essere esperti di tutto: servirebbe la correttezza professionale di dire “non è il mio ambito, ti indirizzo da chi se ne occupa”».

La perimenopausa, come affrontarla



Un altro tema poco trattato è quello della perimenopausa. Qual è la sua opinione su questa fase e sulle terapie più adeguate?

«Di perimenopausa si parla ancora meno che di menopausa. È una fase lunga, spesso difficile da riconoscere, perché i sintomi possono essere molto sfumati. Le prime irregolarità del ciclo, i disturbi della memoria, i cambiamenti dell’umore o anche segnali come l’aumento della pressione o del colesterolo: tutto questo può essere perimenopausa.

Le terapie sono molteplici e vanno personalizzate. Si può intervenire con terapie ormonali leggere, spesso a base di progestinici o contraccettivi, oppure con preparazioni galeniche che utilizzano ormoni bioidentici.

Ma il punto di partenza resta sempre lo stile di vita: un’alimentazione più ricca di proteine e povera di carboidrati, attività fisica costante – soprattutto quella di resistenza, come la sala pesi – e pratiche come yoga, pilates o mindfulness, che aiutano a gestire i sintomi e migliorano la qualità della vita.

L’importante è riconoscere i segnali e affidarsi a professionisti competenti. La menopausa e la perimenopausa non devono più essere vissute come un tabù, ma come un’opportunità di rinascita e consapevolezza».

“Più donna meno pausa“



Lei svolge una grande attività di sensibilizzazione e anche di educazione, usando anche i canali social. Quale messaggio si sente di voler lasciare alle donne che stanno entrando in questa fase della vita e che, come abbiamo detto all’inizio, provano spesso un senso di perdita, di smarrimento, o addirittura la difficoltà a nominarla?

«Il consiglio che mi sento di dare, da donna a donna – e non solo da medico a donna – è che è assolutamente normale avere paura, soprattutto di qualcosa che non si conosce. La paura nasce dall’ignoranza, nel senso letterale del termine: quando conosciamo qualcosa, ne abbiamo meno timore.

Per questo, la cosa più importante da fare è informarsi. Leggete, chiedete, parlate. Io ne ho parlato nel mio libro “Più donna meno pausa”, pensato proprio per accompagnare le donne in questa fase particolare della vita.

Non dobbiamo affrontare la menopausa come la fine di un percorso, ma piuttosto come l’inizio di una nuova fase della nostra vita, che può essere molto più divertente, consapevole e appagante.

Generalmente la donna che entra in menopausa è una donna che ha raggiunto una certa maturità personale e professionale: ha spesso una carriera consolidata, una maggiore stabilità economica e, soprattutto, un’indipendenza che da giovani non sempre si ha.

È anche un momento in si piò avere la forza di tagliare i “rami secchi”, di chiudere situazioni che non ci fanno più stare bene e di aprirci a esperienze nuove, più stimolanti e in linea con ciò che siamo diventate.

E infine, è importante accettare i cambiamenti del nostro corpo, che non devono per forza essere vissuti come qualcosa di negativo».

Claudia Brattini, farmacista con specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti, laureata in Scienze della Nutrizione. È Giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione nel mondo della salute. Ha conseguito un master in Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data
Journalism organizzato dal Corriere della Sera. È autrice del libro di cucina per bambini "Gustosissimo, favole ricette ed emozioni da impastare".

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