Luciana Littizzetto e Chiara Valerio al Festivaletteratura di Mantova
Luciana Littizzetto e Chiara Valerio al Festivaletteratura di Mantova

Il tempo del la la la, Luciana Littizzetto: «Tra vampate e vuoti di memoria, il futuro si può ancora scrivere»

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La comica, attrice e conduttrice ha presentato al Festivaletteratura di Mantova il suo nuovo libro che usa l’ironia per parlare del tempo che passa

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Vampate, vuoti di memoria, figli che crescono, genitori che invecchiano, relazioni che cambiano. E poi una domanda che, a un certo punto della vita, torna a farsi spazio: che cosa desidero ancora?

Luciana Littizzetto torna al Festivaletteratura di Mantova dopo oltre vent’anni e racconta con Chiara Valerio Il tempo del la la la, una storia che usa l’ironia, da sempre la sua lingua più naturale, per parlare di qualcosa di molto serio: il tempo che passa e il modo in cui le donne, a cinquanta o sessant’anni, imparano ancora una volta a ridefinirsi.

Una età senza vocabolario


Ci sono età per le quali sembra mancare perfino il vocabolario. Non sei più giovane, ma non ti senti affatto vecchia, il corpo cambia, la menopausa entra nella quotidianità con sintomi più o meno visibili e insieme alle vampate può arrivare anche quella nebbia mentale di cui si parla sempre di più.

Durante l’incontro è la stessa Littizzetto a ironizzare sulla brain fog, uno degli aspetti che dice di sopportare meno: «Vai in cucina convinta di dover fare qualcosa e, appena ci arrivi, ti sei già dimenticata che cosa». Una battuta che fa ridere perché, per molte donne, suona terribilmente familiare.

Ma il punto non è soltanto ciò che il corpo perde o modifica, ma anche quello che resta da inventare.
Che progetti posso ancora mettere in cantiere quando sembra arrivato il tempo dei bilanci? E soprattutto, siamo davvero sicure che a una certa età debbano diminuire, insieme agli estrogeni, anche curiosità, vanità, desiderio, ambizione e capacità di innamorarsi?

La terra di mezzo del la la la

È intorno a questa terra di mezzo che Littizzetto costruisce Il tempo del la la la, il cui titolo nasce da quei momenti delle canzoni in cui le parole finiscono, o semplicemente non si trovano, e resta un “la la la”. Una metafora perfetta per quella fase della vita in cui molto di ciò che avevamo immaginato è già accaduto, una sorta di tempo sospeso e di bilanci ma il cui seguito non è ancora scritto.

Le protagoniste sono Lola, Ida e Maura, tre amiche vicine ai sessant’anni con vite molto diverse. Lola viene lasciata dal compagno storico, innamoratosi di una sua allieva. Maura attraversa gli anni complicati di un matrimonio che ha perso slancio. Ida affronta invece la vita con maggiore spregiudicatezza e continua a concedersi la possibilità di cambiare. Come lavoro gestisce un’agenzia di immobili di “spregio”: case a buon prezzo, ma di indubbia bruttezza.

La presentazione del libro con Chiara Valerio e Luciana Littizzetto
La presentazione del libro con Chiara Valerio e Luciana Littizzetto



A tenerle insieme c’è l’amicizia. Quella capacità di raccontarsi la vita di traverso, ridendo delle cose che fanno male, prendendosi in giro e riuscendo a dire qualcosa di profondissimo mentre apparentemente si parla d’altro.

E poi ci sono le loro liste dei desideri, forse la parte più divertente e insieme più tenera. Un letto a baldacchino con la zanzariera, imparare a parcheggiare di punta, mangiare una coppa amarena e Malaga anche con l’intolleranza al lattosio, ammesso che il Malaga esista ancora. Desideri piccoli, concreti, improbabili, un po’ come il nome della loro chat: “Fighe rupestri”.

Abitare una nuova visione di sé


Subentra necessariamente l’ironia e il legame fra donne, il supporto reciproco e senza finzioni anche quando a cinquanta o sessant’anni il corpo cambia, la vita si trasforma ma si vuole comunque vivere senza diventa una versione ridotta di ciò che siamo state.

Durante l’incontro emerge un’immagine molto efficace: gli esseri umani, proprio come i cellulari, ogni tanto avrebbero bisogno di aggiornarsi, non per diventare qualcun altro, ma per imparare ad abitare una nuova versione di sé, migliorata anche, rivolta al futuro. Forse è proprio questo il senso del tempo del la la la, non avere già tutte le parole, non sapere esattamente cosa verrà ma guardando avanti, anche a sessant’anni, come un foglio che può essere ancora tutto da scrivere.


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Claudia Brattini, farmacista con specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti, laureata in Scienze della Nutrizione. È Giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione nel mondo della salute. Ha conseguito un master in Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data
Journalism organizzato dal Corriere della Sera. È autrice del libro di cucina per bambini "Gustosissimo, favole ricette ed emozioni da impastare".

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