Denatalità e filippo sani

La fatica di nascere in una società narcisistica

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di Filippo Sani*

Per invertire la rotta della denatalità, tra gli specialisti che si occupano di studiare i fenomeni sociali con paradigmi scientifici sociologici e demografici è frequente proporre interventi che prevedono politiche strutturali, stabili nel tempo, dotate di una efficace capacità programmatoria e non aleatoria, magari frutto di cicliche suggestioni elettorali.

Da più parti, anche tra gli esperti, l’obiettivo dichiarato è cercare di aprire la porta ad interventi coraggiosi: “politiche di supporto (non risicato) al reddito delle famiglie; politiche fiscali di sostegno alle coppie giovani; congedi genitoriali di vario tipo; la diffusione di asili nido pubblici e di altri servizi per bambini (oggi molto scarsi, soprattutto al Sud).”➀

Indubbiamente, la politica non dovrebbe lasciar soli i genitori e la messa a disposizione di risorse adeguate per il supporto ai servizi, che richiamavamo poc’anzi, deve essere assicurata con sistematicità.

Il nuovo progetto di vita di coppia

Ma la graduale riduzione della fecondità della donna italiana non è solo legata alla precarietà dei servizi pubblici, ma anche ad una nuova visione del progetto di vita della coppia, non più diretto esclusivamente alla “realizzazione di un desiderio collettivo orientato al futuro, al proseguire la nostra specie.”➁

Già la sociologia del XX secolo aveva individuato nella cosiddetta “famiglia nucleare” la costituzione di un nuovo sistema familiare, slegato dalla famiglia di origine.

Una famiglia che, proprio per la sua natura di modernità, si adattava rapidamente al nuovo ambiente sociale, riducendo la fertilità, attenta al riconoscimento di alcuni bisogni individuali, valorizzando i figli non più come forza lavoro, ma come risorsa affettiva.

Tant’è, che il grande sociologo della famiglia Talcott Parsons introduceva la funzione principale della famiglia contemporanea, che riteneva essere “specializzata in affettività” (T. Parsons, 1974). Anche oggi la riduzione della fertilità è legata in primis al cambiamento dei modelli culturali di riferimento, imposta da quella che è stata definita recentemente dagli studiosi dei fenomeni sociali come “tardo modernità”.

La pervasività di tali modelli culturali è dimostrata per altro anche dal trend negativo della natalità da parte dei cittadini stranieri residenti in Italia, come indicato in alcuni significativi report dell’Istat.➂

La famiglia ideale


Questo nuovo modello di società, a elevata mobilità sociale, permeata di valori della riuscita sociale, dell’autorealizzazione e dell’autodeterminazione, soppianta radicalmente gli orientamenti e i modelli di comportamento della cultura diffusa fino alla metà del secolo scorso e induce a costruire mentalmente un’idea di nucleo familiare di natura e struttura diversa rispetto a quello tradizionalmente identificato come famiglia ideale.➃

Se, come asserisce Daniele Novara (Novara, 2024) “fare i figli non è semplicemente uno sfizio individuale come pensa qualcuno, ma la realizzazione di un desiderio collettivo orientato al futuro”, purtroppo, la percezione che si ha, rispetto ad una lettura approfondita dei fenomeni sociali, è che proprio l’assolutizzazione del presente, fiorita con l’avvento della cultura narcisistica occidentale, abbia minato inesorabilmente questo presupposto antropologico di autoconservazione della specie umana.

La deriva narcisistica

Il fenomeno della deriva narcisistica, che ha travolto inevitabilmente gli orientamenti esistenziali dell’IO, destruttura la connessione con il reticolo delle relazioni storicizzate e identitarie. “Vivere nel presente è l’ossessione dominante – vivere per sé stessi, non per i predecessori o per i posteri. Stiamo perdendo rapidamente il senso della continuità storica, il senso di appartenenza a una successione di generazioni che affonda le sue radici nel passato e si proietta nel futuro. E’ la perdita del senso storico…” ➄

Questo nuovo contesto culturale ha riorientato irrimediabilmente anche i riferimenti antropologici ed educativi delle relazioni tra adulti e minori e tra adulti e giovani.

Tra le caratteristiche dominanti della società narcisistica prende il sopravvento la ricerca di valori concernenti la bellezza, il successo, la visibilità e la felicità personale. Domina, inoltre, un’altra peculiarità rilevante, che ha a che fare sia con l’erotizzazione precoce dell’infanzia sia con l’assunto che la sessualità sia ormai scollegata dalla generatività.

D’altro canto, affievolendosi significativamente la severità della coscienza morale (il Super Io di freudiana memoria), la ribalta viene conquistata definitivamente dall’ideale dell’IO che incarna un’immagine del sé idealizzata e irraggiungibile.

L’età adulta ritarda

Avendo espunto dall’universo dei riferimenti valoriali la vecchia cornice esistenziale incarnata dalla famiglia etico-normativa, le relazioni educative costruite nell’epoca tardo moderna hanno fatto si che il passaggio all’età adulta sia sempre più lento.

I giovani tendono ad evitare posizioni definitive, lasciano aperte più possibilità, liberi di rivedere le scelte effettuate. Ne consegue che anche le relazioni affettive nascono e si alimentano di elementi centrati sul valore del sé piuttosto che sul valore dell’altro. E anche la scelta amorosa risponde al progetto di realizzazione del sé.

L’adolescente, come sappiamo, ha bisogno di differenziarsi, di individuarsi, di identificarsi. La scelta amorosa, appunto, obbedisce ai criteri del processo di soggettivizzazione. In questo senso, l’amore di coppia e la sessualità sono asserviti al progetto di realizzazione personale, in vista di una crescita della visibilità e dell’autostima.

La nuova funzione della coppia

Se fino a poco tempo fa era il soggetto che doveva mettersi al servizio della coppia, accettando il sacrificio, il dovere e costruendo mentalmente un’idealizzazione, oggi la coppia funziona se è utile ad entrambi ad essere sé stessi, a sentirsi autentici nelle emozioni, se aumenta l’autostima, se aiuta ad emanciparsi dalla dipendenza genitoriale e a valorizzare la corporeità.➅

Sembra quindi delinearsi per i nostri giovani l’opportunità di costruire un progetto di vita nel quale risulta ineliminabile il sentirsi valorizzati nella propria specifica e irripetibile biografia personale.

Se da un lato questa prospettiva permette di accrescere la consapevolezza che in un rapporto di coppia i valori dello stare insieme debbano incarnare il rispetto dell’alterità e della differenza, in una costruzione di un progetto condiviso, dall’altro il processo che dovrebbe portare alla genitorialità viene procrastinato proprio perché la coppia è intenta a tessere un incessante ipercontrollo sulla realtà, che scaturisce da una pulsione irrefrenabile: piacere a sé stessi.

*Filippo Sani, sociologo, pedagogista, staff “Metodo Daniele Novara” filippo.sani@cppp.it

  • Bibliografia
  • 1 – Il contributo presentato contiene gran parte delle riflessioni scaturite da un precedente lavoro pubblicato dallo scrivente sul n. 2/2024 della rivista Conflitti, rivista italiana di ricerca e formazione psicopedagogica, Piacenza, in questa sede rivisto e aggiornato
    2 – P. Montesperelli, L’inverno demografico una questione scottante, Rocca 4/2024, Assisi (PG).
    3 – D. Novara, Se dietro il calo demografico c’è la fragilità educativa dei genitori, Avvenire, 21.02.2024
    4 – https://www.istat.it/comunicato-stampa/indicatori-demografici-anno-2024/. Nel 2024, con 1,18 figli per donna, la fecondità è al minimo storico e il tasso di natalità si abbassa anche per i cittadini stranieri. A questo dato si somma anche la crescita dell’età media al parto, che si attesta a 32,6 anni. Naturalmente, questo ultimo dato impatta sulla riduzione generale della fecondità, perché più si ritardano le scelte di maternità più si riduce l’arco temporale a disposizione delle potenziali madri per la realizzazione dei progetti familiari (Dal comunicato stampa dell’Istat 31.03.2025 – https://www.istat.it/comunicato-stampa/indicatori-demografici-anno-2024/)
    5 – S. Marinelli, Istituto degli Innocenti, https://issuu.com/istitutodeglinnocenti/docs/isuu_idi_supplemento_4-2023
    6 – C. Lasch, La cultura del narcisismo. L’individuo in fuga dal sociale in un’età di disillusioni collettive, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2020, pag. 21.
    7 – G. Pietropolli Charmet, L. Turuani, Narciso innamorato. La fine dell’amore romantico nelle relazioni tra adolescenti, Rizzoli, Milano, 2014.

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