Emma Giammattei Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia treccani

Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia: «650 profili, un romanzo infinito»

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Quattro anni di lavoro, ma una genesi che affonda le sue radici ancora più indietro nel tempo: l’Istituto della Enciclopedia Treccani ha finalmente pubblicato il poderoso Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia.

Tre volumi, oltre 2.500 pagine per 650 profili biografici di donne che hanno fatto la differenza e lasciato un segno importante in tutti i campi: cultura, politica, arte, scienza, sport, industria, dal Settecento ad oggi.

Un’opera fondamentale, di cui si sentiva ormai da tempo la necessità e che rispecchia il mutare dei tempi e delle sensibilità.

Ne abbiamo parlato con Emma Giammattei, italianista e storica della cultura, direttrice scientifica dell’opera, che ci ha guidato attraverso un viaggio affascinante e per certi versi inaspettato in quello che lei stessa ha definito una sorta di “romanzo infinito”.

Dizionario Biografico e tematico delle donne: qualcosa di completamente diverso

Come è noto, l’Istituto della Enciclopedia Treccani ha curato l’edizione e la pubblicazione, dal 1960 al 2020, del poderoso Dizionario Biografico degli Italiani, con oltre 40mila voci racchiuse in 100 volumi, nei quali la presenza femminile si aggira solo intorno al 4%.

Prendere coscienza di questo dato, che di certo non ci sorprende e si trova in linea con la presenza femminile di altri dizionari europei, è stato solo uno dei punti di partenza per la realizzazione di un’opera che invece pone l’esperienza femminile al centro della sua ricerca.

È Emma Giammattei a spiegare come si sia arrivati al compimento di questo progetto: «Ovviamente quest’opera nasce da un’esigenza che era già viva negli ultimi anni di realizzazione del celebre Dizionario Biografico degli Italiani.

Nell’ultimo periodo di completamento si tennero diversi seminari e quel 4% era un dato che emergeva prepotentemente; lo stesso direttore del Dizionario, il professor Romanelli, si chiedeva che cosa fare e nel tempo il nostro sguardo è mutato: abbiamo capito che era necessario cambiare passo e dovevamo reinterrogare il passato».

Questa consapevolezza non è però approdata alla scelta di una continuazione o di un’appendice al lavoro già fatto: è stato chiaro fin da subito che doveva trattarsi di un progetto indipendente.

«Sarebbe stato come ammettere di dover aggiustare il tiro – continua Giammattei – e che quindi tutte le figure femminili che sarebbero state aggiunte al Dizionario Biografico degli Italiani avrebbero rappresentato una presenza accessoria, non centrata sulla storia delle donne, e quindi anche qualcosa di metodologicamente poco comprensibile.

Il Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia è qualcosa di completamente diverso, non è una continuazione, e questo ha comportato scelte rigorose. Non siamo un’appendice, questa è un’opera centrale che ha una sua autonomia.

Il risultato è quindi ovviamente un lavoro scientifico, come deve essere sempre un’opera Treccani».

Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia treccani

La biografia femminile è sempre un racconto

Un lavoro, dunque, che non è solo mero elenco di nozioni e dati, ma un’operazione dal respiro molto più ampio.

Le biografie sono infatti accompagnate anche da saggi tematici che mettono insieme anche voci diverse e molti personaggi che sono venuti in contatto con le donne narrate.

La selezione è avvenuta secondo diversi principi. È ancora Emma Giammattei a specificarli: «Il primo criterio era di tipo contenutistico, ma non bastava, perché qui si marca la differenza con un dizionario biografico di stampo tradizionale, cioè, in sostanza, nella sua immediata utilità, un catalogo di fatti.

La biografia femminile invece è sempre un racconto. Il criterio fondamentale che fa la differenza e la riconoscibilità di questo dizionario in tre volumi è il criterio narrativo.

A questo proposito, ricordo il titolo del mio saggio introduttivo, che è “La biografia femminile come vissuto e come problema storiografico”, perché in effetti è un problema: si tratta di riraccontare la storia ma integrale, integrata».

I tre volumi sono dunque un catalogo ragionato e approfondito di vite, potremmo osare quasi definirlo una raccolta di “Pinakes”, corredato da un cappello introduttivo che definisce l’identità e la ragione della presenza nel dizionario di ogni donna.

«Tutti questi racconti, dal 1700 al 2025, formano un romanzo infinito. – aggiunge Giammmattei – Un’opera aperta sul presente.

Però è anche un’opera militante strategica che arriva al momento giusto, visto che c’è stata una crescita degli studi, anche accademici, riguardo alla storia delle donne».

Il genere come categoria storiografica

Il Dizionario biografico e tematico delle donne rappresenta di fatto un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza, perché ci consente di iniziare a leggere la storia da una prospettiva finora quasi del tutto ignorata, cioè quella femminile.

È ancora la direttrice dell’opera a fare il punto: «Per quanto riguarda gli studi di genere, c’è stato un incremento davvero notevole, una vera e propria mobilitazione scientifica, forse tra le maggiori negli ultimi 50 anni.

L’americana Joan Scott è stata la prima a individuare il genere come una utile categoria storiografica e con lei abbiamo preso coscienza del fatto che dobbiamo raccontare nuovamente la storia, ma aggiungendo un punto di vista diverso, ed è quello che hanno fatto poi le studiose femministe che hanno approntato tanto materiale, accompagnato dalla rivendicazione.

In un dizionario come questo, che è un’opera scientifica della Treccani, non c’è invece una rivendicazione esplicita, ma è presente intrinsecamente nel racconto biografico.

Proprio perché la storia delle donne è stata per secoli, e persino più di recente, occultata, dimenticata, trascurata, marginalizzata, col nostro lavoro abbiamo riscoperto identità plenarie.

Prima erano solo “figlie di”,” mogli di”, e quindi si è trattato di risanare e disinfestare il paesaggio storiografico.

Da sempre occultata e dimenticata la biografia femminile modifica il concetto stesso di biografia e ora anche i dizionari non potranno più essere come prima».

Restituire interezza

Nel Dizionario Biografico e Tematico delle donne in Italia sono presenti dunque seicentocinquanta nomi, seicentocinquanta vite dissepolte e integrate, riportate alla luce, restituite nella loro interezza da una schiera di curatrici e curatori selezionati.

Emma Giammattei sottolinea che la scelta di chi ha scritto le voci è stata dettata esclusivamente da criteri scientifici: «Qui è la competenza che conta, non il genere, altrimenti avremmo creato noi stessi un ghetto».

Nelle oltre 2.500 pagine sono confluite vite esemplari, pioniere, donne che hanno fatto la differenza e hanno lasciato impronte nel vissuto e nella storia.

Sono state prese in considerazione tutte le fonti possibili, edite ed inedite, arrivando a costruire una storia composita, ma coerente, che riesce a dipingere un quadro completo e tridimensionale di ogni donna narrata, restituendole dunque la sua pienezza.

«Prendiamo ad esempio Matilde Serao – continua Giammattei – che ha rappresentato un vero network, perché aveva una enorme rete di relazioni, proteggeva le amiche, scriveva le rubriche per le donne, ma mentre, ad esempio, di D’Annunzio ci sono innumerevoli edizioni critiche, di Serao, che è stata una grandissima scrittrice, abbiamo iniziato ad occuparci solo da poco, ma siamo nel 2026 e non c’è neppure un’edizione, non dico critica ma affidabile».

matilde serao Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia treccani
Matilde Serao

La donna non è mai certa di essere ricordata

L’elenco delle donne presenti è davvero vastissimo, ma si possono individuare dei filoni e dei criteri di lettura, oltre a quelli definiti chiaramente dalla suddivisione in volumi: il primo (1700–1918) riguarda il Settecento e l’intero Ottocento, fino alla fine della Prima guerra mondiale e delinea l’avvio del lungo processo di formazione della coscienza femminile nella storia italiana.

Il secondo (1919–1989) è dedicato al Novecento, con le sue dittature, le guerre e le profonde trasformazioni politiche e culturali che hanno favorito la ridefinizione dei ruoli e delle forme di presenza delle donne nella vita del Paese.

Il terzo volume infine (1990–2025) comprende un arco temporale più breve ma caratterizzato da una pluralità di percorsi biografici che restituiscono la complessità dell’epoca contemporanea.

Secondo Emma Giammattei: «Si tratta di un’opera che è la storia di un’autoaffermazione, di un’autocoscienza del superamento di confini. La biografia femminile riscrive il concetto stesso di biografia.

Questo perché innanzitutto la biografia femminile è la storia di un farsi. La donna non è mai certa che sarà ricordata, che ci sarà traccia di lei e quindi la sua è una biografia al quadrato, perché la biografia della donna è la ricerca stessa della biografia».

Ne sono emerse storie esemplari, che hanno permesso di leggere la realtà attraverso lenti mai usate prima.

Il dizionario è uno strumento per capire

Le storie delle donne presenti nel Dizionario spingono a riflettere sui concetti di potere, prestigio e servizio, che connotano la condizione femminile nei secoli.

«Il Dizionario è uno strumento per capire. Per agire sul presente bisogna capire come sono andate le cose nel passato. La storia serve a questo: ad agire, non a produrre titoli accademici» precisa Giammattei.

Anche le voci che si riferiscono alle donne contemporanee sono funzionali a questo scopo.

Emma Giammattei ricorda a tal proposito Michela Murgia, «la prima vera star della dell’arena digitale, che ha saputo anche morire in modo social, una scrittrice con nuovi mezzi, una pioniera».

Michela Murgia
Michela Murgia

Troviamo poi, sempre nel terzo volume, il racconto appassionante della vita di Giuni Russo, della quale dice Giammattei: «Ho voluto fortemente che fosse presente. Nella sua vita c’è una esemplarità straordinaria, per la voce, i mezzi, la potenza.

Quella voce però ha avuto molte difficoltà ad entrare in circolo. Come mai? La risposta è proprio nella sua esemplarità: lei voleva dirsi e non farsi dire dagli altri.

Voleva cercare di superare i confini, capire cosa potesse fare con quella voce: beh, poteva fare tutto! La sua biografia è stata scritta da Fabio Zuffante, un grande musicologo».

Giuni Russo Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia treccani
Giuni Russo

Ancora nel mondo delle artiste, colpisce anche il racconto della vita di Eleonora Duse.

«Di lei non si dice mai che è stata è stata una grande imprenditrice teatrale. – continua Giammattei – È stata descritta sempre al fianco di D’Annunzio a soffrire, ma quando poi si entra nel merito capiamo che ci sono stereotipi che resistono ancora».

Eleonora  Duse Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia treccani
Eleonora Duse

La capacità di attraversare confini

Di certo quello che accomuna queste donne è la capacità di attraversare confini e farlo a modo loro, adattando le loro capacità, le loro competenze al contesto in cui si sono ritrovate a vivere.

Dal confronto con Emma Giammattei emerge che la donna ha sempre portato all’esterno, nel lavoro, quella che per secoli è stata la sua competenza tipica, cioè il governo della casa.

«La grande capacità della donna è stata quella di trasformare un limite in una grande occasione.

Inizialmente alle donne sono stati assegnati lavori di servizio – giornaliste, infermiere, maestre, bibliotecarie, archiviste-, considerati inferiori, ma attraverso di essi si è ottenuto un grande prestigio».

Nel Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia ricorrono diversi filoni argomentativi: il Settecento, ad esempio, è stato il secolo delle prime volte e sono presenti personaggi come Laura Bassi, prima donna al mondo ad ottenere la cattedra universitaria di fisica nello Studio bolognese.

«Clotilde Tambroni – aggiunge Giammattei – è diventata professora di lingua e letteratura greca.

Naturalmente ha avuto la cattedra in via eccezionale – l’Illuminismo è il periodo di donne che sono eccezioni – e nel 1806 lei ha tenuto addirittura un’orazione inaugurale, che è stata straordinaria.

Il Settecento è anche il secolo in cui ci si comincia a rendere conto che la Scienza era profondamente maschile.

Sono proprio le prime scienziate, le nuove professore ad accorgersene e a capire che l’assunto centrale della scienza, cioè che il cervello femminile fosse inferiore a quello maschile, era infondato e non era scientifico».

Le industrie femminili

A cavallo tra Settecento e Ottocento si affermano anche le prime industrie femminili e il Dizionario Biografico e Tematico delle donne in Italia pone particolare attenzione su questo aspetto, che accompagnerà poi le biografie dei secoli successivi.

Emma Giammattei ricorda Francesca Sulis, nobildonna e imprenditrice sarda del XVII secolo, che mise in piedi una bachicoltura e una manifattura tessile arrivata ad esportare i suoi prodotti anche nei mercati dell’Europa dell’est.

Approdando ai primi del Novecento, un altro personaggio di rilievo fu Etta De Viti De Marco, filantropa, femminista attiva e imprenditrice sociale, creatrice di scuole di formazione professionale, nel Salento, per le donne delle classi popolari, il cui motto era “Non temo le intemperie”.

De Viti, insieme a Vera Slocomb e ad altre donne audaci, tra cui la scrittrice Amelia Rosselli, fondarono le IFI, Industrie Femminili Italiane nel 1906, «un caso unico, per cospicuità di numeri e valore personale, di femminismo pratico, di filantropia politica e di utopia femminile», scrive Giammattei nel suo saggio introduttivo all’opera, definendole poi a voce anche «il più grande esperimento femminista dell’età giolittiana».

Etta De Viti De Marco. Foto tratta dall'Archivio Carolina de Viti de Marco e Giulia Starace, Fondazione Le Costantine, Casamassella, Lecce.
Etta De Viti De Marco. Foto tratta dall’Archivio Carolina de Viti de Marco e Giulia Starace, Fondazione Le Costantine, Casamassella, Lecce.

Pensare da sé

Un altro filone rintracciabile nel Dizionario è quello delle donne ebree.

Emma Giammattei precisa che «gli ebrei fanno parte della storia italiana, essendo fortemente radicati nel nostro paese, e in particolare dietro l’emancipazionismo milanese ci sono molte ebree, perché nella loro religione per la donna è previsto il Selbstdenken, il pensare da sé».

In conclusione, il grande apporto di questa grande opera è quello di aver utilizzato la categoria storiografica del genere come grimaldello che scardina dall’interno narrazioni che necessitano di essere variate, integrate e rese complete.

«Molti profili prima ignoti ci hanno comunicato davvero tanto. – conclude Emma Giammattei – Abbiamo dissepolto delle immagini e restituito completezza in un momento in cui era necessario farlo.

Se ci pensiamo sembra strano, ma fino a quando una studiosa come Silvia Cavicchioli non ce ne ha parlato, cioè non molto tempo fa, di Anita Garibladi non conoscevamo nemmeno il nome esatto.

C’è ancora molto da fare, abbiamo appena incominciato, ma non potevamo incominciare come riserva indiana, quindi un’opera come questa è un gesto dovuto».



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Digital Strategist e Social Media Manager, formatrice certificata sull’educazione digitale e su tematiche legate a libri, lettura e scrittura; blogger, fondatrice del portale mammemarchigiane.it (Premio Alumni Università degli Studi di Macerata 2024; Premio “Donna Impresa” Camera di Commercio di Macerata 2016; Golden Media Marche 2015); autrice dei saggi “Marche Stregate, viaggio nella stregoneria popolare marchigiana” e “Sani e liberi, la maternità nella tradizione marchigiana (sec. XVII-XX)” ; co-autrice della guida “Le Marche con i bambini”.
Ha collaborato con l'Osservatorio di Genere e scrive anche su Vitamine Vaganti, magazine dell’associazione Toponomastica Femminile, occupandosi di storia delle donne ed equità di genere. Laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia, Laurea quadriennale in Lettere indirizzo Moderno.

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