Il mondo salvato dai ragazzini e dalle parole delle donne
Il Salone del libro di Torino affida il proprio tema-guida a Elsa Morante, una delle voci femminili più potenti e radicali della letteratura italiana del Novecento
Tempo di lettura stimato: 6 minuti
C’è un segno preciso, quasi necessario, nel cuore del Salone Internazionale del Libro di Torino 2026: quest’anno la figura femminile non attraversa soltanto il programma, le autrici o i dibattiti, ma vive direttamente nel manifesto ideale che accompagna l’intera manifestazione. Il filo conduttore scelto, ispirato a “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante, porta infatti con sé una visione profondamente femminile della cultura: la parola come eredità, la scrittura come gesto di cura, la letteratura come possibilità di salvezza collettiva.
A quasi sessant’anni dall’uscita del libro, il messaggio di Elsa Morante continua a risuonare con una forza sorprendente e contemporanea. Dentro quella fiducia ostinata nei “ragazzini”, nei loro sguardi ancora capaci di immaginare il mondo diversamente, si custodisce anche un’altra idea: che la speranza sia qualcosa che si trasmette. Di generazione in generazione. Di genitore in figlio, di madre in figlia. Attraverso le parole raccontate, le storie condivise, la poesia che resta anche quando tutto cambia.
Una straordinaria forza nella voce di Elsa Morante
In un tempo attraversato da conflitti e disillusioni, anche da narrazioni stanche, il Salone affida il proprio tema-guida a una delle voci femminili più potenti e radicali della letteratura italiana del Novecento.
Non è soltanto un omaggio letterario: è una scelta culturale precisa dato che Elsa Morante è stata una donna capace di attraversare il proprio tempo con uno sguardo libero, inquieto, appassionato, profondamente umano. La sua scrittura non ha mai avuto paura della complessità, della fragilità, dell’infanzia, della rabbia, dell’amore. E forse proprio per questo oggi torna a parlarci con straordinaria forza.

L’idea che il mondo possa essere “salvato dai ragazzini” non è una fuga poetica dalla realtà, ma una dichiarazione di fiducia nella possibilità di immaginare ancora qualcosa di nuovo. Nei giovani, nei loro linguaggi, nella loro capacità di rompere schemi e gerarchie, Morante vedeva un’energia rivoluzionaria e salvifica.
Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini
Poco dopo l’uscita del libro, nel 1968, Pier Paolo Pasolini, grande amico di Elsa, prepara una recensione che sarà pubblicata sulla rivista “Tempo”. Quando ne parla alla scrittrice – come riportato nel libro “Elsa” di Angela Bubba (edizioni Ponte alle Grazie) – dice che ha trovato il libro del tutto nuovo, «non c’è nulla nella tradizione italiana che gli somigli o che lo ricordi».
Poi i due si scambiano opinioni su cos’è essere ragazzini, il significato, il valore. Morante dice che i ragazzini «hanno sogni leggeri come stracci» e Pasolini aggiunge che «essere ragazzini è un sentimento che ha a che vedere con la ferocia… ma pure con l’innocenza». La scrittrice domanda all’amico se sa perché ha scritto proprio quel libro e lui le risponde così: «Credo anche per una naturale tendenza, a metterti dalla parte più difficile e quindi più giusta della storia. Di qualsiasi storia».
Voi siete il sale della terra è la metafora con cui dice Gesù nel discorso della Montagna per parlare di sapore, senso e speranza per la vita. Nella visione di Elsa Morante il sale della terra è di chi possiede la purezza, proprio come i ragazzini, ed è grazie a quella risorsa che si può salvare il mondo dalla disumanizzazione.
Le donne che scrivono il presente
Non è secondario che questa visione arrivi da una donna che ha fatto della scrittura uno spazio di libertà assoluta. Oggi, al Salone, quella stessa eredità sembra riaffiorare nella presenza sempre più centrale delle autrici contemporanee: donne che scrivono il presente senza chiedere il permesso, che raccontano identità, lavoro, corpi, relazioni, desideri, maternità, politica e trasformazione sociale con uno sguardo nuovo, consapevole e spesso coraggioso.
La scrittura femminile contemporanea non è più una nicchia né una categoria laterale: è uno dei luoghi più vivi della cultura di oggi. E forse il legame più profondo con Elsa Morante sta proprio qui, nella capacità della letteratura di diventare visione. Di custodire inquietudini, ma anche possibilità.
Dalla cultura un messaggio di speranza
Annalena Benini, direttrice editoriale del SalTo, scrive: «Il mondo salvato dai ragazzini è un titolo in movimento ed è, prima di tutto, un messaggio di speranza. È il mondo che il Salone del Libro si prefigge, auspica, prova a costruire ogni giorno con inventiva e dedizione».

In quest’epoca in cui gli uomini e le donne sembrano continuamente alla ricerca di nuove e confuse direzioni, il Salone ci ricorda che la cultura può ancora essere un gesto vitale, uno spazio di cambiamento e di speranza. E che, molto spesso, le parole più capaci di immaginare il futuro arrivano proprio da uno sguardo femminile libero, ostinato e contemporaneo. Mi piace invitare a una riflessione sul fatto che la cultura non è solo produzione intellettuale, ma è un passaggio umano, memoria viva e voce che continua e si trasmette. Una voce che, oggi più che mai, parla anche al femminile.
Pillole di equità
Seguendo il mood di Donnemente – equità in pratica – prendiamoci due pillole di concretezza ispirate al messaggio del Salone di quest’anno.
Equità è dare spazio allo sguardo che ancora non ha abitudini. Come ne “Il mondo salvato dai ragazzini” la visione dei più giovani diventa una chiave per immaginare ciò che ancora non esiste, portare le voci femminili al centro, significa riconoscere uno sguardo capace di aprire al futuro.
Equità è trasmissione. Le parole, le storie e la scrittura delle donne non sono episodi isolati, ma una continuità che passa da generazione a generazione. La letteratura femminile è uno spazio condiviso in cui la cultura diventa possibilità concreta di cambiamento.
La newsletter di Donnemente
Ogni martedì Donnemente arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscriverti clicca qui
Se invece vuoi essere aggiornata via whatsapp, clicca qui
Leggi anche:
Giornalista e scrittrice, formatrice sul tema della comunicazione.
Ha scritto “Equilibriste” (AltreVoci), un libro che affronta con ironia il tema dell’equilibrio tra vita personale e professionale. E’ autrice di due romanzi gialli Alzati e corri, direttora (Mondadori) e Il silenzio dell’erba (Kobo Originals), tiene corsi di comunicazione e svolge ricerche sul tema donne e lavoro. Ha ideato e dirige i percorsi “Equilibri al centro” per crescere e migliorarsi tra vita e lavoro. Collabora con riviste e tv.
Il suo motto è #conleparole







