FlashMob Malamente
Il flash mob di Malamente con Luca Ferretti, Juan Pablo D'ambrosio e Ylenia Gazzella

La salute mentale non va in vacanza: a Civitanova Marche il flash mob degli abbracci

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Ylenia Gazzella, Luca Ferretti e Juan Pablo D’Ambrosio, attivisti del progetto Malamente, si sono fatti abbracciare mentre erano bendati in una località di mare che fa pensare a relax e spensieratezza


Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Domenica, camminando per Civitanova Marche vi sareste potuti imbattere in persone bendate, da abbracciare. Ylenia Gazzella, Luca Ferretti e Juan Pablo D’Ambrosio sono gli attivisti del progetto Malamente, che attraverso l’arte sensibilizzano sul tema della salute mentale.

Il progetto nasce grazie al sostegno e alla cooperazione della Compagnia teatrale Aps Calabresi tema riuniti di Macerata (CTR). Il flashmob, alla sua terza edizione, è nato per abbattere lo stigma sulla salute mentale e, contro il silenzio, che è ciò che genera l’indifferenza.

Un riflettore puntato sulla salute mentale

«Questo è il terzo anno che diamo vita a questo flashmob. – racconta Ylenia Gazzella fondatrice e direttrice artistica di Malamente, insieme a Paolo Nanni – Quest’anno lo abbiamo voluto rifare, dopo la notizia dei due suicidi nel Maceratese, dove in 24 ore si sono tolte la vita una persona di 64 e una di 72 anni. Questi non sono casi isolati, questa notizia non può passare in sordina. Lo scopo di questo flashmob è quello di accendere un riflettore sul tema della salute mentale. Che poi è anche lo scopo di Malamente».

Ylenia Gazzella, fondatrice e direttrice artistica del Progetto Malamente.

Il flashmob di Malamente

Il flashmob è tanto semplice quanto coinvolgente. Ylenia, Luca e Juan Pablo, sono posizionati in tre punti strategici di Civitanova: Vicolo Marte, il corso principale e il lungo mare sud. Sono bendati e con un cartello in mano con frasi del tipo: «Se ti senti solo abbracciami» o «se ti senti in ansia abbracciami».  La gente che passa può quindi decidere di andare verso di loro e cercare il contatto fisico. È solo allora che l’attivista si leva la benda sugli occhi, instaurando così un rapporto visivo e perché no, anche un dialogo: «Ci sono stati alcuni casi in cui la persona che è venuta verso di noi si è aperta, condividendo momenti difficili e toccanti. Ce anche chi viene semplicemente per un abbraccio e va via».

Molte persone hanno preso questa iniziativa come un piccolo porto sicuro, dove poter semplicemente ricevere un abbraccio o anche per condividere con altri momenti dolorosi e di fragilità: «Noi bendati ci poniamo in una condizione di vulnerabilità, così che la gente si senta meno a disagio – spiega Ylenia – Molto spesso infatti il contatto visivo può inibire la persona».

Un momento del flash mob di Malamente a Civitanova Marche

Purtroppo, nonostante la delicatezza del tema, non sono mancati momenti sgradevoli con persone che magari passando fanno schiamazzi, risate, dicono parolacce o fanno versacci. «In una dei nostri flashmob, qualcuno mi aveva lasciato un cappello vicino, come se io stessi chiedendo l’elemosina. Purtroppo ci sono persone che non colgono l’aspetto importante e danno fastidio, ma niente di troppo eclatante».

Il lusso di stare bene

Una località di mare non è solo vacanza e spensieratezza: «Spesso associamo Civitanova Marche al relax, sentendo anche la responsabilità dello stare bene. Però purtroppo una grande fetta di persona non può permettersi questo lusso.

La salute mentale è un lusso per pochi, che non tutte e tutti possono permettersi. Basti pensare ai costi per affrontare un percorso di psicoterapia privatamente, visto che spesso, le istituzioni che se ne dovrebbero occupare, offrono un servizio non adeguato e con lunghissime liste d’attesa.

Il disagio mentale è una condizione che permane per 365 giorni l’anno e non va in vacanza: «Anzi molto spesso chi soffre di disagi mentali, si sente peggio durante le feste, dove aumenta quel senso di solitudine. Di questo non parla nessuno».

Flash mob di Malamente a Civitanova

Rompere il silenzio

Bisogna parlare di disturbi mentali, molto spesso chi ne soffre si vergogna, si sente a disagio e non ne parla. «Bisogna rompere il silenzio – afferma Ylenia – È necessario rendere il discorso sulla salute mentale qualcosa di cui si può parlare, come si fa per qualsiasi altra malattia».

Per questo è importante sensibilizzare su questi temi, parlarne e instaurare un dialogo. «Purtroppo l’argomento fa paura, perché non se ne parla e non si conosce. Molto spesso anche a scuola si attivano sportelli di ascolto con psicologi, ma i ragazzi e le ragazze non vi accedono per paura di un possibile stigma sociale».

Quello che possiamo fare tutte e tutti è ascoltare e sospendere il giudizio: «Bisogna mettersi in ascolto, eliminare i pregiudizi e parlare sempre di più» consiglia Ylenia.

L’importanza dell’arte

Questo tipo di iniziativa, così come la maggior parte delle iniziative culturali, fanno leva su queste tematiche e tentano di educare e sensibilizzare a temi così delicati: «Il preconcetto è uno stato molto spesso da incrinare, ma l’arte e la cultura riescono a scalfire questo spesso strato. Anche Stefano Nassini, Direttore del Dipartimento di salute mentale di Macerata e Civitanova Marche, sottolinea l’importanza del connubio tra arte e professionisti del settore psicoterapeutico. Per questo noi, che siamo tutte persone provenienti dal teatro Ctr abbiamo deciso di creare questo progetto, possibile anche grazie al sostegno del presidente della compagnia, Gabriele Censi, che ha spostato fin dall’inizio le nostre iniziative».

Ascolto e sensibilizzazione sono le parole chiave per affrontare i discorsi che riguardano la salute mentale. Ricordando sempre che non siamo sole e soli, ma siamo una rete.


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Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.

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