Beatrice Beleggia, Jessica Silenzi e Lucilla Steca durante il talk promosso da Confindustria Fermo
Beatrice Belleggia, Jessica Silenzi e Lucilla Steca durante il talk promosso da Confindustria Fermo

Il passaggio generazionale e la sfida della conciliazione: tre imprenditrici a confronto

Condividi:


Mentre nelle Marche, Confindustria elegge due donne presidenti, Elisabetta Pieragostini a Fermo e Roberta Faraotti ad Ascoli, in un talk, Beatrice Beleggia (Brosway), Jessica Silenzi (Asso) e Lucilla Steca (Steca) raccontano le imprese al femminile


Tempo di lettura stimato: 6 minuti

L’elezione di Elisabetta Pieragostini, prima donna alla guida di Confindustria Fermo, ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’assemblea pubblica dell’associazione. Un traguardo che, come ha sottolineato la neo presidente, non vuole essere un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione di partecipazione e responsabilità: «Le donne oggi non chiedono spazi, li conquistano ogni giorno con competenza, impegno e risultati. Il nostro compito è costruire imprese sempre più capaci di valorizzare il merito, le persone e il talento, indipendentemente dal genere».

Elisabetta Pieragostini è la nuova presidente di Confindustria Fermo
Elisabetta Pieragostini è la nuova presidente di Confindustria Fermo



Da questa riflessione ha preso avvio il talk tutto al femminile che ha visto confrontarsi tre imprenditrici del territorio – Beatrice Beleggia (Brosway), Jessica Silenzi (Asso) e Lucilla Steca (Steca) – chiamate a raccontare il proprio percorso, il passaggio generazionale e la sfida di conciliare leadership, innovazione e vita familiare.

«Credo in una leadership partecipata. Il presidente deve essere un facilitatore, capace di valorizzare sensibilità diverse che, unite, fanno crescere le imprese e il territorio» ha concluso Pieragostini, lasciando un ulteriore stimolo alla discussione che si è aperta con una domanda semplice e diretta.

Che valore aggiunto porta una donna alla guida di un’impresa?


Per Beatrice Beleggia il percorso richiede ancora uno sforzo in più rispetto agli uomini. «Dobbiamo faticare un po’ di più per emergere, ma portiamo competenze, sensibilità e valore alle nostre aziende».

Jessica Silenzi sottolinea invece il peso dell’esempio ricevuto dal padre. «Avere un padre imprenditore è stato uno stimolo importante, ma è altrettanto determinante costruire un proprio modo di fare impresa. Credo che una donna rappresenti un valore aggiunto perché porta un approccio concreto, grande attenzione alle relazioni e alle persone, senza rinunciare alla visione.

Da mio padre ho imparato responsabilità e passione. Il passaggio generazionale è arrivato in modo naturale, camminando insieme, con l’obiettivo di lasciare presto anche la mia impronta».

Lucilla Steca allarga lo sguardo ai modelli femminili. «I riferimenti esistono nella storia. Tante donne hanno aperto la strada dimostrando capacità straordinarie. Le donne sono sempre state protagoniste dell’economia familiare: siamo state le prime a dare un senso alle parole problem solving e multitasking».

Entrare nell’azienda di famiglia: un’opportunità che richiede maggior impegno?

Beatrice Beleggia racconta il proprio ingresso in Brosway. «L’impresa di famiglia offre grandi opportunità, ma anche molte difficoltà. Avevo 21 anni e dovevo ancora terminare l’università quando ho iniziato questo percorso. Ho dovuto imparare a conoscere le persone e le dinamiche aziendali. Il nostro dovere è trattare ogni collaboratore con dignità: solo così le persone riescono ad affrontare e sostenere i cambiamenti».

Belleggia, Silenzi e Steca intervistate dal vice direttore del Carlino
Beleggia, Silenzi e Steca intervistate dal vice direttore del Carlino Valerio Baroncini



Jessica Silenzi ricorda invece il percorso che l’ha portata in Asso. «L’azienda è nata nel 1987. Prima di entrarvi ho lavorato in una multinazionale: un’esperienza che mi ha aperto la mente. Dal 2016 sono in azienda e ho vissuto acquisizioni, nuove licenze e grandi traguardi. È un lavoro stimolante, ma tutt’altro che semplice».

Per Lucilla Steca, invece, il patrimonio più importante ricevuto dalla famiglia è stato culturale. «Mio padre e i miei fratelli mi hanno trasmesso orgoglio e senso di appartenenza. Essendo una persona creativa, lavorare ai vertici di un’azienda con tanti settori è estremamente stimolante. Mio padre continua a essere un punto di riferimento nel confronto quotidiano e mi ha insegnato soprattutto la curiosità, quella capacità di vedere ciò che gli altri spesso non notano».

Carriera e vita privata, una sfida?


«Dobbiamo eliminare l’idea che chi fa carriera non possa avere una famiglia», afferma Beatrice Beleggia. «Siamo noi imprenditori a dover cambiare questa cultura. Occorre organizzare il lavoro rispettando tempi che consentano anche di vivere. Se si costruisce una squadra solida, tutto diventa possibile. Dobbiamo togliere ai giovani questa convinzione e dare noi per primi il buon esempio».

Jessica Silenzi, da poco mamma, racconta la propria esperienza personale. «L’organizzazione è fondamentale. Mio figlio ha due anni e ho imparato che non tutto può essere sempre sotto controllo. Sto cercando un equilibrio che non mi faccia sentire continuamente in difetto. Credo molto nella delega, ma servono metodo e organizzazione per fare impresa senza rinunciare alla propria vita personale».

Per Lucilla Steca tutto parte da una chiara gerarchia di valori. «Nella nostra azienda la famiglia viene prima di tutto. Sono moglie, mamma e imprenditrice. Ogni donna deve costruire la propria scala di priorità e capire, nelle diverse fasi della vita, quando è il momento di accelerare, quando di rallentare e quando di cambiare. Le sfide non sono un limite: sono ciò che ci permette di crescere».

Per continuare a sognare serve coraggio?

Prendendo spunto dal modello imprenditoriale di Renzo Rosso, le tre imprenditrici si sono confrontate sul come mantenere viva la capacità di sognare. «Sognare è una parola bellissima», risponde Beatrice Beleggia. «Ogni imprenditore vive di sogni. I numeri sono importanti, ma dietro ai risultati devono esserci sempre una visione e le persone».

Jessica Silenzi ricorda l’emozione provata fin da giovane nel vedere i prodotti della propria azienda viaggiare nel mondo. «Mi piaceva stare in fabbrica quando arrivavano i clienti stranieri. Oggi, quando vedo i nostri prodotti nei mercati internazionali, sento che quel sogno continua. Noi giovani possiamo portare coraggio e la voglia di compiere sempre un passo in più».

Chiude Lucilla Steca: «Quando cresci accanto a un padre che ha saputo sognare e trasformare quei sogni in realtà, impari naturalmente a guardare al futuro. È importante aprirsi, osservare ciò che ci circonda e valorizzare il nostro territorio, che rappresenta un patrimonio straordinario. Dobbiamo imparare a raccontarlo e a farlo conoscere sempre di più».

Due donne presidente di Confindustria


Bisogni, necessità, valori, vantaggi, il mondo imprenditoriale sta cambiando e si sta arricchendo. A conferma, poche ore dopo il talk e l’elezione di Elisabetta Pieragostini, un’altra territoriale ha scelto come presidente una donna: alla guida di Confindustria Ascoli Piceno, infatti, è stata eletta Roberta Faraotti.

Al centro Roberta Faraotti, nuova presidente di Confindustria Ascoli Piceno
Al centro Roberta Faraotti, nuova presidente di Confindustria Ascoli Piceno
Raffaele Vitali

Raffaele Vitali

Direttore responsabile presso laprovinciadifermo.com |  Altri articoli

Giornalista professionista da oltre 20 anni, è cresciuto tra politica estera e basket. Da anni si occupa di cronaca locale, in particolare politica ed economia, ma sempre con uno sguardo più ampio, l’ambizione è renderla glocal.

«Non è il luogo - spiega - ma il contenuto a rendere una notizia interessante, una storia utile da conoscere: l’informazione non ha confini, soprattutto se si muove nel web. Capirlo e farlo capire è la sfida quotidiana».

Gender gap e diritti fanno parte del suo Dna, quando si dice i buoni modelli familiari. «Amo le domande - conclude -  non sempre trovo le risposte. Ma non mi arrendo».

Condividi:

Forse ti interessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *