Tavolo delle relatrici e dei relatori sulle violenze economiche del ciclo di incontri di donne in attivo.
Tavolo delle relatrici e dei relatori sulle violenze economiche del ciclo di incontri di Donne in attivo

Donne in attivo, in 2.500 hanno partecipato al progetto

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Sono state 2.500 le donne che hanno voluto affermare la loro consapevolezza economica e mettersi alla prova attraverso il progetto “Donne in attivo”, promosso da Unioncamere e finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ieri si è svolto a Roma l’evento finale al termine dei quattro webinar che hanno visto una adesione significativa.

«Il messaggio è arrivato lontano, le partecipanti sono prevalentemente donne, che hanno deciso di investire su loro stesse e le loro competenze – sottolinea Barbara Ragone, di Si. Camera, oltre alle 2500 donne, erano presenti anche 74 uomini.

La fascia d’età è quella che va dai 45 ai 64 anni, che rappresenta una fase della vita dove si cominciano a prendere decisioni economiche importanti. Tanto di tipo professionale che personali e familiari. Donne in attivo ha acceso curiosità fiducia e soprattutto voglia di mettersi in gioco».

Questo percorso di consapevolezza è stato corredato anche da un laboratorio pratico, «con l’obiettivo di consolidare oltre all’educazione finanziaria, anche altre competenze come quelle relazionali, e umane» spiega Alessia Pedrazzoli, docente dell’Università degli studi di Milano Bicocca.

Donne al timone del proprio futuro

“Conoscere, scegliere, crescere. L’educazione finanziaria per giovani e donne al timone del proprio futuro”, è l’incontro che si è svolto ieri all’interno della sede Unioncamere a Roma e che ha visto avvicendarsi relatrici e relatori che hanno affrontato il tema dell’educazione finanziaria e dell’economia al femminile da diversi punti di vista.

«Le nuove povere, sono le donne» così Simona Petrozzi, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Roma, «Molte sono le donne – ha continuato che verso i cinquanta sessant’anni si devono ricollocare all’interno del lavoro».

Secondo i dati della rete Caritas del 2025, circa il 21% della popolazione vive in condizione di rischio e povertà sociale. Il report mostra come, la maggior parte delle persone che si rivolge alla Caritas siano donne tra i 55 e i 60 anni.

Senza contare la condizione delle donne caregiver, che si allontanano dal mondo del lavoro, perché relegate a compiti di cura familiare.

Simona Petrozzi interviene donne in attivo unioncamere
Simona Petrozzi

Ma si può anche cambiare rotta

Da qui l’evocativo sottotitolo dell’incontro “L’educazione finanziaria per giovani donne al timone del proprio futuro”. Al timone, perché è fondamentale prendere decisioni, ma anche cambiare rotta, come insegna la storia di Beatrice Iaia, Ceo e founder di “Biotitan Nanotechnology“. «Io avevo competenze in giornalismo, poi ho aperto la mia scuola di danza.

Purtroppo, all’apice della mia carriera, sono dovuta ritornare a casa, perché mia madre stava poco bene – racconta – così mi sono ritrovata a passare molto tempo con mio padre, che è un chimico. Nel cassetto aveva delle formule, io capii subito il loro potenziale, così a quasi trent’anni mi sono rimessa a studiare, nanotecnologia, creando poi la mia attività. Oggi mi sento ancora più appagata di quando facevo la ballerina, perché mi sono resa conto che posso fare moltissime altre cose, che prima non pensavo di poter fare».

«Non bisogna mai sottovalutare l’importanza della formazione e dello studio, educazione è uguale a libertà»: le parole di Donato Masciandaro, docente di economia all’Università Bocconi di Milano e, direttore del Comitato dell’Economia e delle Finanze.

«L’educazione finanziaria ha un impatto fondamentale nella nostra vita, anche nelle cose più semplici come, per esempio, andare a fare la spesa» fa eco Ugo Bassi, direttore generale di Banking Insurance and Financial Crime, Direzione generale di Stabilità finanziaria, dei servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali della Commissione Europea, intervenuto tramite video.

Il laboratorio di Donne in attivo

Il laboratorio ha fatto emergere cinque idee imprenditoriali create dai diversi gruppi: «Progetti in cui si fanno cose molto importanti e che richiedono molto impegno per creare una nuova opportunità. Noi ce lo auguriamo».

«Fare impresa è molto altro, rispetto allo stereotipo comune dell’uomo avido di soldi. Anche le donne possono fare impresa, trovare un’idea che porti ad una soluzione – sstiene Barbara Leda Kenny, Senior Gender Expert, della fondazione Giacomo Brodolini. – Fare impresa significa portare impatto».

una borsa fatta dal laboratorio Talia, che prevedeva la costruzione di borse a maglia artigianali
Una borsa fatta dal laboratorio Talia, che prevedeva la costruzione di borse a maglia artigianali

Le sbroccate di Flavia Trupia

Ad infiammare l’atmosfera è stata poi Flavia Trupia, esperta di comunicazione e autrice di “Prendiamo la parola! La retorica dalla parte delle donne”, che con il suo monologo “Le sbroccate” ha messo sotto i riflettori della gremita platea della Sala Longhi di Piazza Sallustio di Roma, l’iniquità che intercorre tra uomini e donne, anche all’interno dei palazzi di potere. Riportando alcuni casi, come quello di Von Der Leyen, presidente della Commissione Europea, che in visita in Turchia assieme all’allora prima ministro del Belgio Charles Michel, rimase senza un posto a sedere, perché all’interno della stanza erano presenti solamente due sedie, occupate dal presidente del Belgio e della Turchia Erdoğan. Mentre alla Presidente della Commissione Europea fu riservato un divano laterale.

«Noi donne dobbiamo prendere la parola, occuparci di politica, prendere la scena anche se non ci sentiamo belle – afferma Trupia – parlare di soldi non è mancanza di rispetto. Chiediamo i soldi per il nostro lavoro, prendiamo la parola, evviva la retorica».

L’importanza dell’educazione

Purtroppo, anche la violenza economica rientra all’interno degli abusi di genere, al pari dell’abuso fisico, psicologico o sessuale. «Esiste un legame importante tra violenza ed educazione economica» afferma Simona Petrozzi, presidente Comitato Imprenditoria Femminile Camera di Commercio Roma –

La violenza economica si articola in diversi aspetti, «non si tratta solamente della donna che non possiede un proprio conto corrente – sottolinea Petrozzi – le forme della violenza economica possono essere molteplici: donne che lavorano all’interno dell’azienda di famiglia, che non vengono mai messe in regola, quindi si ritrovano senza pensione. Un’altra forma di sopruso può riguardare il mantenimento non corrisposto. Secondo l’Istat e la Caritas, le nuove povere sono le donne, che magari a cinquanta o sessant’anni, si ritrovano a doversi ricollocare all’interno del mondo del lavoro.

Da non dimenticare la mancata conoscenza delle reali condizioni economiche familiari. Con l’occultamento magari di alcune risorse finanziarie, che vengono taciute».

L’incontro è proseguito con un focus sul progetto “io penso positivo, educare alla finanza” con i due istituti che hanno partecipato: L’Iis Carlo Barletti (Ovada)., dove due studenti si sono aggiudicati il premio “Europea money quiz” (con loro si è congratulato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella). A presentare il progetto sono state le professoresse: Gisella Campagnolo e Raffaella Perfumo.

L’altro Istituto che ha partecipato è il Cine-Tv Roberto Rossellini, a prendere la parola sono stati i docenti Silvia e Roberto Cifani.

Tanti gli interventi e le voci

Tante le relatrici e i relatori che si sono alternati all’interno della sede della Unioncamere di Roma, Tiziana Pompei, Vice segretaria generale della Unioncamere e Direttrice di Si. Camera, Gianfrancesco Romeo, Direttore Generale della Direzione generale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Donatella Savelli, dell’Associazione Aief (Associazione italiana educatori finanziari).
Gli interventi sono stati coordinati dalla giornalista di Milano Finanza e, scrittrice Valeria Santoro. 

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.

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