Donne che corrono verso un obiettivo

L’equità di genere non può aspettare 123 anni

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La democrazia è in crisi e sotto attacco, la sfiducia è uno dei sentimenti più diffusi in una sorta di generale annichilimento.

Ci siamo accorte e accorti nel tempo di quanto nessun problema e nessuna situazione possa essere considerata un compartimento stagno. Di quanto ogni processo e cambiamento, pur riguardando aree geografiche circoscritte o comunità poco numerose, si ripercuotano con un effetto farfalla sul mondo intero.

È bene ripeterlo: siamo tutti e tutte inevitabilmente interconnessi anche se la società è sempre più individualizzante. Così anche questioni che, all’apparenza, sembrano slegate, se si va a fondo, possono mostrare una loro interdipendenza.

In questo quadro, sembra naturale domandarsi se lo squilibrio di genere che, da secoli, vede la donna in condizione subalterna rispetto all’uomo in larga parte del mondo, non sia una delle cause profonde della disarmonia di una umanità che va a rovescio, che sembra aver dimenticato secoli di cultura, conoscenza ed esperienza per rifare la storia sempre uguale a se stessa.

In sintesi, pensiamo che la disuguaglianza di genere possa essere una disfunzionalità profonda del sistema che ne esce squilibrato e si accartoccia su se stesso.

Le Dragonesse dell'associazione Infinitae, che supporta donne operate di tumore al seno, assieme a tanti supporter riportano a riva con la forza delle braccia il Dragon boat, l'imbarcazione con la testa e la coda di un drago  in cui pagaiano in mare al ritmo di un tamburo
Le Dragonesse dell’associazione Infinitae, che supporta donne operate di tumore al seno.
Assieme a tanti supporter riportano a riva con la forza delle braccia il Dragon boat,
l’imbarcazione con la testa e la coda di un drago in cui pagaiano in mare al ritmo di un tamburo

Mancano 123 anni alla parità di genere a livello globale. È quanto emerge dal Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum. Un dato non definitivo che varia di anno in anno in base anche ai passi indietro o avanti che si fanno nelle aree del mondo prese in esame. Comunque un numero che fa sempre una notevole impressione ma dal quale abbiamo deciso di non lasciarci scoraggiare.

Vogliamo invece dare il nostro contributo perché quei 123 anni si accorcino. Di qualche anno? Di pochi mesi? Comunque sapremo di aver fatto la nostra parte. E come vogliamo farlo? Con concretezza e usando gli strumenti che meglio conosciamo: informazione, comunicazione e formazione.

Non lo faremo urlando. Non è nel nostro stile. Gentilezza e determinazione, una buona dose di coraggio e forse un po’ di spregiudicatezza. Saranno questi gli ingredienti del nostro mix quotidiano.

Donnemente vuole essere essere una fonte affidabile di notizie, ma anche dare voce a tutte e a tutti coloro che possono contribuire con le loro storie ed esperienze, i loro consigli o semplicemente una opinione o uno sfogo, all’equità di genere.

Si propone come sostegno nella vita di tutti i giorni o nelle scelte eccezionali con corsi e consulenze studiati sulle vostre esigenze perché ogni donna ha diritto a una formazione che la rispecchi, la potenzi, la ispiri e a comunicare quanto vale.

Questa piattaforma non esclude naturalmente gli uomini, nella ferma convinzione che l’equità si fa insieme, si deve fare in collaborazione e in sinergia.

Con tanta emozione, una manciata di orgoglio e l’entusiasmo di voler fare la nostra parte, ti diamo il benvenuto su queste pagine, con il nostro slogan.

Unisciti al cambiamento.

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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