Giannini e Ciaralli delle Infinitae
Silvia Giannini, coach del team ed Eleonora Ciaralli, vicepresidente dell'associazione

Cinque marchigiane in Nazionale agli Europei di Dragon Boat

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La delegazione marchigiana è composta da atlete provenienti da due importanti realtà impegnate nel sostegno alle donne operate di tumore al seno


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Ci sono storie in cui lo sport non rappresenta soltanto una competizione, ma il simbolo di una nuova possibilità. È il caso delle cinque atlete marchigiane che, dall’8 al 12 luglio, vestiranno la maglia della Nazionale italiana ai 16° Campionati Europei per Nazioni di Dragon Boat, in programma a Monaco di Baviera.

La manifestazione, organizzata dalla European Dragon Boat Federation (EDBF), porterà nella storica pista olimpica di Oberschleißheim circa 150 tra atlete, atleti, tecnici e componenti dello staff azzurro. Tra loro ci saranno anche cinque donne marchigiane che, attraverso il Dragon Boat, hanno trasformato un percorso di malattia in una straordinaria esperienza di forza, condivisione e rinascita.

Le cinque atlete marchigiane convocate in azzurro

La delegazione marchigiana è composta da atlete provenienti da due importanti realtà impegnate nel sostegno alle donne operate di tumore al seno.

Petrini, Sisani e Bizzarri
Luigia Sisani, Debora Petrini e Silvia Bizzarri

Per Infinitæ OdV, associazione nata nel 2023 a Porto Sant’Elpidio per accompagnare le donne nel percorso di recupero dopo il carcinoma mammario, sono state convocate Silvia Giannini, coach del team ed Eleonora Ciaralli, vicepresidente dell’associazione.

Il progetto principale dell’associazione è il Dragon Boat Team Infinitæ, che oggi coinvolge circa cinquanta atlete.

Faranno parte della spedizione azzurra anche Luigia Sisani, Debora Petrini e Silvia Bizzarri, componenti di A Dragon For Life, la prima squadra marchigiana di Dragon Boat dedicata alle donne operate di tumore al seno e alle loro supporter. Il progetto è nato nel 2018 grazie alla collaborazione tra la Lega Navale di Falconara, la Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona e la Clinica Oncologica dell’ospedale regionale di Torrette.

Il Dragon Boat come strumento di riabilitazione

Tre delle cinque atlete marchigiane gareggeranno nella categoria BCP (Breast Cancer Paddlers), riservata alle donne che hanno affrontato un tumore al seno e che utilizzano il Dragon Boat come parte del percorso di recupero fisico, psicologico e sociale.

A rappresentare l’Italia in questa categoria saranno Eleonora Ciaralli, Silvia Giannini e Debora Petrini.

Silvia Bizzarri e Luigia Sisani, invece, prenderanno parte alle competizioni agonistiche nelle categorie Senior A e Senior D.

Le gare si disputeranno sia sugli equipaggi Small Boat, composti da dieci pagaiatrici, sia su quelli Standard, con venti atlete, oltre alla tamburina e alla timoniera.

Una disciplina che nel mondo aiuta migliaia di donne

Il Dragon Boat è ormai riconosciuto a livello internazionale come una delle attività sportive più efficaci nel favorire il recupero delle donne operate di tumore al seno.

Oggi esistono oltre 345 squadre BCP in 39 Paesi e sei continenti, coinvolgendo circa 16mila atlete. In Italia questa disciplina è arrivata nei primi anni Duemila e conta ormai oltre 50 squadre distribuite sul territorio nazionale.

Il valore del movimento è stato ulteriormente riconosciuto nel 2025, quando la categoria BCP è stata ammessa ufficialmente ai Campionati Mondiali per Nazioni. In quell’occasione la Nazionale italiana conquistò uno straordinario oro nei 200 metri Small Boat e il bronzo nei 500 metri, risultati che ora proverà a confermare anche agli Europei di Monaco.

Un percorso costruito con mesi di allenamento

La convocazione arriva al termine di una lunga preparazione iniziata dopo le selezioni dello scorso novembre.

Per circa sei mesi le atlete della Nazionale BCP si sono ritrovate ogni mese all’Idroscalo di Milano, dove hanno lavorato con lo staff tecnico della Federazione Italiana Dragon Boat per preparare le diverse distanze previste dal programma di gara.

Un impegno che richiede disciplina, costanza e spirito di squadra, gli stessi valori che caratterizzano il percorso di recupero affrontato da molte di loro.

Oltre la medaglia: il valore di una rinascita

La convocazione in Nazionale rappresenta certamente un traguardo sportivo, ma il suo significato va molto oltre il risultato agonistico.

Per molte delle atlete il viaggio verso Monaco è iniziato in un reparto di oncologia, dove la diagnosi di tumore al seno ha cambiato il corso della loro vita. Il Dragon Boat è diventato uno strumento per recuperare forza fisica, fiducia nel proprio corpo, relazioni e benessere psicologico.

«Per Infinitæ OdV e A Dragon For Life – commentano le associazioni – la convocazione di cinque atlete in Nazionale rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni per la diffusione del Dragon Boat nelle Marche come percorso di benessere e recupero dedicato alle donne operate di tumore al seno».

Una testimonianza concreta di come lo sport possa diventare cura, comunità e speranza. E di come, insieme, si possa continuare a remare nella stessa direzione, ben oltre il traguardo.


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