Chi ha affisso i volantini, simbolo di solidarietà femminile
Chi è stato a metterli? E’ la prima domanda che a tanti e tante è venuta alla mente vedendo i volantini autonomi, che non riportano alcun simbolo o indizio, apparsi all’inizio di settembre in diverse città d’Italia. Tra queste Macerata ad esempio.
In realtà chiunque sia stato, quello che conta è il messaggio che si è scelto di diffondere: « Non preoccuparti, ci sono anche le mie foto online. Non sei sola».

La condivisione di foto online
La chiusura del gruppo facebook “Mia moglie” e in seguito la scoperta del sito sessista Phica.net hanno scoperchiato un vaso di Pandora.
Il problema non è infatti di quelle donne le cui foto sono state diffuse in rete senza consenso e dei loro mariti, fidanzati e compagni. Ma anche di tutte e tutti gli altri.
La solidarietà parte da Torino
Così da Torino è partito un volantino. A proporlo una blogger. Si chiama Kantsexhibition, ha invitato tutte le donne ad unirsi e ha creato un file di testo che può essere replicato e diffuso.
Propone il suo gesto come simbolico e sociale di solidarietà verso tante donne che stanno male e non hanno il privilegio per poter sostenere economicamente e legalmente un percorso di denuncia.
«Volevo che leggessero e si sentissero meno a terra. Ci pensavo da un po’ di giorni, poi parlando con un’amica, che mi raccontava la sua sofferenza, ho deciso di fare questo volantino per lei e per tante altre. Non c’è un mio ritorno di immagine, volevo solo abbracciarle tutte».

La sorellanza di Macerata
Il suo appello ha trovato risposta anche a Macerata. Anche qui sono apparsi i volantini.
«Da soggettività socializzate, come donne – fanno sapere le promotrici dell’iniziativa – l’azione realizzata tra le mura della città di Macerata vuole essere un atto di sorellanza, cura e presenza in seguito agli avvenimenti esplosi in rete. È un atto, una risposta, semplice ma allo stesso tempo potente, che cerca di dare conforto e vicinanza. È un modo per non restare in silenzio, per trasformare il dolore in forza collettiva».
Qualcuno può leggere “mal comune, mezzo gaudio” ma l’obiettivo di questa mobilitazione è quello di unirsi ed essere a fianco anche a chi non ha la forza di difendersi.
«A Macerata, si è scelto di esserci, emotivamente, fisicamente e politicamente, con lo scopo di abitare e riappropriarsi di uno spazio comune, alimentando una rete che spesso può essere salvifica, affinché nessuna si senta sola».

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







