Vera Gheno, il valore delle parole: «Sono un prodotto artigianale»

«Il mio super potere sono le parole». Così Vera Gheno, al Teatro Annibal Caro di Civitanova, per il format “Essere umani” proposto da Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Fermo in collalborazione con l’associazione Help
Le parole sono “sliding doors”
Un’occasione per riflettere sull’utilizzo della parola e su come queste siano delle vere e proprie «sliding doors – afferma Vera Gheno, citando l’omonimo film di Peter Howitt. – Le parole cambiano la vita, cambiano le relazioni, hanno degli effetti sulle persone. Noi dobbiamo essere artigiani della parola».
Ciò che noi diciamo e come lo diciamo cambia il nostro mondo, soprattutto è dato dalla nostra percezione della realtà, dai nostri valori e da ciò che vogliamo rappresentare.

«Pensiamo alla scoperta dell’America – riflette Gheno, – noi la chiamiamo scoperta, ma per chi l’ha subita è stata un’invasione». Questo ci mostra come il nostro punto di vista non sia imparziale. Avere un punto di vista specifico su una questione corrisponde a guardare il mondo da una piccola fessura, ma non rappresenta il mondo per intero.
«Tutte noi e tutti noi – sottolinea Gheno – siamo figlie e figli di un particolare punto di vista. Gianrico Carofiglio parla di manomissione delle parole».
La sociolinguista, che ha dialogato con la giornalista di Donnemente Alessandra Pierini, fa l’esempio dei conflitti: «Quando si parla di due parti contrapposte, da una parte si parla sempre di vittime e dall’altra di morti. Questo sta a significare che quando parlo di vittime, quello che ascolta si chiederà «uccise da chi?» se parlo invece di morti, automaticamente penso a sfortuna, una cosa che poteva capitare. Cambia totalmente la percezione che si ha di una determinata situazione».

La realtà data per scontata
Altro esempio di Gheno su come si tenda a dare per scontata una certa idea della realtà riguarda fecondazione dell’ovulo. Un gruppo di biologhe negli anni ’80 ha scoperto che la fecondazione non è da parte dell’ovulo un atto passivo ma di cooperazione.
Non è lo spermatozoo che buca l’ovulo che aspetta in maniera passiva, ma è quest’ultimo che tra la nuvola di spermatozoi ne sceglie uno, emettendo un segnale chimico che tramortisce gli altri, dopo di che attira a se lo spermatozoo e si fa fecondare.
«Questa cosa noi la sappiamo da 45 anni, ma ancora oggi si narra la storia dell’ovulo passivo – sottolinea Gheno – Questo perché questa storia funzionava all’interno di una cornice epistemica che noi abbiamo dato per scontata, sostenendo da sempre che quella spiegazione fosse valida».
Purtroppo il cambiamento all’interno della lingua non è mai visto come normale «però noi cambiamo – dichiara Gheno – e come noi cambiamo, anche la lingua si deve evolvere». Lo abbiamo visto con il termine “petaloso” che il piccolo Matteo, qualche anno fa, ha inventato per indicare un fiore con tanti petali.

Intelligenza artificiale, utile strumento da utilizzare con consapevolezza
Durante l’incontro si sono toccati diversi temi, tra cui anche quello dell’Intelligenza artificiale «uno strumento che va utilizzato con saggezza» afferma Gheno. Come tutti gli strumenti tecnologici, c’è necessità di consapevolezza e alla base deve esserci una conoscenza, quello che si rischia sono le famose allucinazioni della macchina, che si inventa le risposte, se noi non conosciamo l’argomento diamo per buone le verità dell’Intelligenza artificiale facendo anche delle brutte figure.
La comunicazione gentile
Spesso le parole sono utilizzate anche in maniera violenta: «La violenza delle persone è sempre il rifugio di chi non ha argomenti – afferma Gheno – sfogarsi nei commenti verso una persona che non conosco è sintomo di una condizione di malessere. In un mondo nel quale la comunicazione è urlata, scegliere la gentilezza non è debolezza ma resistenza civile».
Chi è Vera Gheno
Vera Gheno è una sociolinguista, traduttrice dall’ungherese e divulgatrice accademica. Ha lavorato per vent’anni all’Accademia della Crusca. Ha scritto diversi libri dal 2016, ed è anche la voce del podcast Amare parole.

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.







