Una stanza per le donne vittime di violenza
Una stanza per delle donne vittime di violenza

Una stanza tutta per le donne vittime di violenza

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Di certo, quando Virginia Woolf rivendicava l’esigenza femminile di denaro e di una stanza tutta per sé non avrebbe immaginato che quella stanza non sarebbe solo servita per affrontare e superare l’esclusione delle donne dalla letteratura e dalla produzione letteraria.

L’esigenza di una stanza tutta per sé ha assunto un altro significato oggi a Macerata dove è stata inaugurata una sala all’interno della locale Questura, per ascoltare in un ambiente ovattato e più amichevole delle fredde stanze di un ufficio di Polizia, le donne vittime di violenza, i loro figli e le loro figlie.

Una stanza tutta per le vittime di violenza
L’interno della stanza protetta

Una stanza tutta per sé con farfalle e ciclamini



Tende alla finestra, iconiche farfalle coloratissime e libere di volare in due quadri donati dalla Soroptimist Letizia Felicioli e appesi alle pareti, ciclamini sul tavolo e giocattoli per far passare il tempo.

Questi elementi, oltre naturalmente alla capacità di immedesimazione e alla sensibilità degli operatori e delle operatrici che saranno chiamati a raccogliere le faticose testimonianze delle vittime, non risolveranno certo la situazione ma si propongono come un sollievo, un luogo protetto, capace di coccolare e di abbracciare il dolore.

Inaugurazione della stanza per le vittime di violenza
Da sinistra la dirigente della Mobile Anna Moffa, la prima dirigente Patrizia Peroni e il questore Luigi Mangino

Combattere la violenza: le norme ci sono, i soldi no

A donare la “Stanza tutta per sé” è stato il Soroptimist International d’Italia, attraverso il Club di Macerata che ha raccolto le esigenze di una serie di soggetti.

«Nelle Questure d’Italia, sono attualmente state realizzate 149 sale di cui 69 col Soroptimist ha detto il questore di Macerata Luigi Mangino -. Sono stanze preziose che servono da incoraggiamento ad avvicinarsi ai nostri uffici. Naturalmente essere in un ambiente del genere incide anche sui nostri operatori».

Dopo aver ripercorso i numeri Istat sui femminicidi (uno ogni due giorni) e ricordato lo strumento dell’ammonimento, ha concluso: «Dobbiamo contrastare questo fenomeno in tanti modi. Oggi lo facciamo con una stanza protetta ma ogni giorno siamo chiamati ad intervenire tempestivamente».

Il prefetto Giovanni Signer ha riportato, come avrebbe probabilmente fatto anche Virginia Woolf, l’attenzione sull’aspetto economico: «Gli strumenti normativi ci sono, è la copertura amministrativa che manca ma soprattutto la copertura finanziaria, servono soldi per liberare le donne dalla violenza prima che sia troppo tardi».

Soroptimist al fianco delle istituzioni

Tunia Gentili, vice presidente nazionale Soroptimist, dopo aver sottolineato la forza della rete maceratese di contrasto alla violenza di genere con tanti soggetti con un ruolo preciso e definito.

«È importante – ha dichiarato – che questa inaugurazione avvenga proprio oggi, 10 dicembre, nel Soroptimist Day, una giornata fondamentale che coincide con la celebrazione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani e con la chiusura dei “16 giorni di Attivismo contro la violenza di genere“, un’iniziativa promossa a livello globale dal Soroptimist International, che unisce le socie per rafforzare l’impegno per l’uguaglianza e la giustizia».

Ha poi sottolineato: «Trovare lo spazio per una stanza come questa, indica non solo una disponibilità di spazio fisico ma una sensibilità forte nelle istituzioni».

Con lei Barbara Lombi, presidente del Club di Macerata, il primo in Italia a finanziare il progetto “La stanza sospesa” che mette a disposizione una stanza d’albergo alle donne vittime di violenza che non trovano spazio nella casa accoglienza regionale.

Inaugurazione della stanza per l'ascolto delle vittime di violenza
Le Soroptimist con la presidente Barbara Lombi

La vice sindaca del Comune di Macerata Francesca D’Alessandro ha ricordato il forte impegno dell’amministrazione, anche come capofila dell’Ambito Territoriale Sociale, nel contrasto alla violenza di genere e nella prevenzione: «Portiamo avanti da anni con convinzione il progetto Guardami negli Occhi che porta nelle scuole la cultura del rispetto».

Presente, oltre alle associazioni di categoria, alle rappresentanti del Centro Antiviolenza e alle socie del Soroptimist Macerata, il procuratore di Macerata Giovanni Narbone: «Quando una donna vittima di violenza arriva in tribunale, si trova a dover rivivere quei momenti che l’hanno vista in enorme difficoltà. Speriamo che questo fenomeno tenda a ridursi ma oggi ci viene chiesto massimo impegno».

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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