Nuovo bonus mamme, via alle domande: tutto ciò che devi sapere
Il Bonus Mamme 2025 non è solo una misura economica: seppur piccolo, parliamo di 40 euro al mese per madri di almeno due figli, è un riconoscimento del valore sociale della maternità e del contributo delle donne alla crescita economica del Paese. Proprio oggi è stata resa nota la circolare dell’Inps per l’accesso al contributo.
Madri e professioniste, un segnale concreto
«Questo intervento – spiega Federica Frattani, commercialista di Macerata -rappresenta un segnale concreto di attenzione verso la doppia dimensione di madre e professionista, che ogni giorno molte donne vivono con coraggio e dedizione».
La misura nasce come ponte temporaneo in attesa dell’avvio dell’esonero contributivo strutturale previsto dalla Legge di Bilancio. Per l’anno 2025, prevede appunto un bonus di 40 euro al mese, esente da tasse e contributi, destinato a tutte le lavoratrici madri con due o più figli che soddisfino determinati requisiti. Con la commercialista Frattani entriamo concretamente nel provvedimento per illustrarne le caratteristiche tecniche e le modalità di accesso.
Cosa prevede la normativa
Qual è la base normativa di questa misura?
«Il Bonus mamme trova la propria base normativa nell’articolo 6 del Decreto-Legge n. 95 del 2025, successivamente convertito nella Legge n. 118 del 2025.
Questa misura è stata introdotta in via transitoria per l’anno 2025, sostituendo temporaneamente la decontribuzione parziale per le madri lavoratrici prevista dalla Legge di Bilancio 2025.
La norma originaria della Legge di Bilancio aveva istituito un esonero parziale dei contributi previdenziali Ivs (invalidità, vecchiaia, superstiti) a favore delle lavoratrici madri con almeno due figli, applicabili a partire dal 2025, che prevedevano una riduzione della quota contributiva a carico della lavoratrice.
Il limite di reddito previdenziale previsto era pari a 40mila euro annui. Il beneficio sarebbe durato fino al 10° anno di età del figlio più piccolo (e dal 2027 fino al 18° anno per le madri con tre o più figli). Prevista inoltre l’estensione anche alle lavoratrici autonome e alle iscritte alla Gestione separata Inps, entro i limiti degli aiuti “de minimis”.
Tuttavia, poiché l’attuazione di questa decontribuzione è stata rinviata al 2026 (e nella bozza del Decreto Bilancio al 2027), il DL 95/2025 ha previsto per il solo 2025 una misura sostitutiva. Così è arrivato il Bonus mamme 2025 un contributo una tantum di integrazione al reddito destinato alle madri lavoratrici».

Le categorie del bonus mamme
Chi potrà beneficiarne?
«Il bonus spetta alle lavoratrici madri che svolgono un’attività dipendente, autonoma o professionale, nel rispetto dei seguenti criteri:
• Lavoratrici dipendenti (pubbliche o private), con esclusione del lavoro domestico;
• Lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali Inps (artigiane e commercianti, coltivatrici dirette, imprenditrici agricole iscritte alla gestione agricola);
• Professioniste iscritte alle casse previdenziali (Cnpadc, Cnpr, Enpacl, Cassa Forense, Inarcassa, Enpam, ecc.);
• Iscritte alla Gestione Separata Inps.
Sono incluse anche le lavoratrici con rapporti di lavoro intermittente o in somministrazione, una novità importante per valorizzare tutte le forme di lavoro femminile.
Sono escluse le lavoratrici domestiche, le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte all’Assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della stessa».
Le informazioni tecniche
Quali sono i requisiti e le condizioni per l’accesso?
«Per accedere al beneficio, la lavoratrice deve:
a) Essere madre di almeno due figli, naturali, adottivi o in affidamento preadottivo:
◦ con due figli, il più piccolo deve avere meno di 10 anni;
◦ con tre o più figli, il più piccolo deve avere meno di 18 anni.
b) Essere occupata con rapporto di lavoro o attività autonoma effettivamente attiva nel corso del 2025.
c) Avere un reddito da lavoro non superiore a 40mila euro annui.
Per le madri con tre o più figli, il bonus non è riconosciuto nei mesi in cui sussiste un contratto a tempo indeterminato. In questi casi opera l’esonero contributivo totale Ivs .
Il requisito familiare può maturare nel corso dell’anno: se il secondo o terzo figlio nasce entro il 31 dicembre 2025, il bonus spetterà a partire dal mese della nascita».
Quanto dura il beneficio?
«Il bonus spetta per ogni mese o frazione di mese in cui sarà attivo un rapporto di lavoro o di attività autonoma effettiva nel 2025.
Le somme maturate saranno erogate in un’unica soluzione a dicembre 2025, o entro febbraio 2026 per le domande presentate successivamente al 9 dicembre ma non oltre il 31 gennaio 2026.
Il contributo è:
• esente da Irpef e da contributi previdenziali;
• non rilevante ai fini Isee;
• cumulabile con altre misure di welfare familiare, ma non con l’esonero contributivo totale previsto per le madri con tre o più figli a tempo indeterminato».
A quanto ammonta il contributo?
«L’importo del contributo è pari a 40 euro al mese o frazione di mese di cui abbiamo parlato nella domanda precedente. Le somme maturate nel periodo saranno corrisposte in un’unica soluzione nel mese di dicembre 2025, a cura dell’Inps».
Come si accede al contributo?
«La domanda deve essere presentata all’Inps dalla lavoratrice interessata, anche per le professioniste iscritte alle casse previdenziali autonome, mediante procedura telematica.
Le domande devono essere presentate entro il 9 dicembre 2025. Le richieste inviate successivamente non decadono, ma il pagamento sarà posticipato.
Per le lavoratrici che maturano i requisiti successivamente, il termine è fissato al 31 gennaio 2026.
La domanda telematica può essere inviata attraverso
• Portale Inps con Sspid, Cie o Cns.
• Contact Center Multicanale (803.164 da fisso / 06.164.164 da mobile);
• Patronati.
Le lavoratrici potranno monitorare l’esito della domanda e la data di pagamento attraverso il proprio Cassetto previdenziale Inps».
Bonus mamme e oltre, uno sguardo al futuro
Sono previste ulteriori misure per le madri lavoratrici?
«Nella bozza del Disegno di Legge di Bilancio 2026 sono previste nuove misure a sostegno delle lavoratrici madri, tra cui il rinvio al 2027 dell’entrata in vigore della decontribuzione parziale per le lavoratrici con figli e la proroga per il 2026 del bonus mamme, con un aumento dell’importo mensile riconosciuto.
La manovra 2026, ancora in bozza, introduce un pacchetto di misure strutturali per sostenere la genitorialità e favorire la conciliazione tra vita lavorativa e famiglia, puntando su incentivi per l’occupazione femminile e nuovi diritti per lavoratrici e lavoratori genitori.
Dal 1° gennaio 2026 le imprese private che assumono donne con almeno tre figli minorenni, disoccupate da almeno sei mesi, potranno beneficiare di un esonero totale dai contributi previdenziali fino a 8mila euro annui per ciascuna assunzione, per una durata variabile da 12 a 24 mesi a seconda del tipo di contratto. L’incentivo è compatibile con la maxi-deduzione del costo del lavoro prevista dalla riforma fiscale. La manovra amplia inoltre i congedi parentali, consentendone la fruizione fino ai 14 anni del figlio e riconoscendo un’indennità del 30% della retribuzione. È aumentato anche il congedo per malattia del figlio (da 5 a 10 giorni) e rafforzato il diritto al periodo di affiancamento per chi sostituisce lavoratrici in maternità.
Per quanto riguarda il bonus mamme 2026, la misura consisterà in un contributo mensile di 60 euro, quale proseguimento e potenziamento dell’incentivo introdotto per l’anno 2025.
Con questa iniziativa, il legislatore intende rafforzare il sostegno alla maternità come leva di crescita sociale ed economica. Auspichiamo che non sia solo un aiuto finanziario, ma un messaggio di fiducia alle donne che ogni giorno conciliano lavoro, famiglia e aspirazioni personali: un passo verso un’Italia più equa, inclusiva e consapevole del valore del lavoro femminile».
Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







