francesca celi mutitasking e donne

Donne e multitasking: funziona solo se è una scelta

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Dire che le donne sono multitasking, che sanno fare molte cose tutte insieme, è spesso considerato un elogio, che tuttavia può nascondere una vera e propria trappola silenziosa.

L’apprezzamento del multitasking femminile può infatti sovente rappresentare una giustificazione alla mancanza cronica di supporto nelle tante incombenze quotidiane – dal lavoro, alla cura della casa e dei familiari – che le donne sono spesso socialmente educate a portare avanti senza lamentarsi.

Nonostante si dia quasi per scontato che le donne riescano meglio degli uomini fare più cose contemporaneamente, è nondimeno un dato di fatto che il cervello umano in generale non sia progettato per fare molte cose insieme senza una certa perdita di efficienza.

Uscire da questo condizionamento culturale è sempre piuttosto difficile, soprattutto perché riconoscere di essere costrette, spesso inconsciamente, a compensare ciò che il proprio contesto sociale non redistribuisce è un passo che ancora molte donne non riescono a fare.

Essere impegnate su più fronti, tuttavia, se frutto di una reale scelta, può rappresentare qualcosa di molto diverso.

Ne abbiamo parlato con Francesca Celi, nota soprattutto come creator digitale, ma anche esempio di come il multitasking possa essere contemporaneamente sia una delle tante pressioni che gravano sulla condizione femminile, sia, se agito consapevolmente, un modo per dare spazio ad una personalità poliedrica.

Una definizione non basta

Francesca Celi, marchigiana, classe 1976, laureata al DAMS di Bologna, si occupa da oltre venti anni di copywriting, mestiere iniziato a Milano, presso un’importante agenzia pubblicitaria e poi proseguito dopo il suo ritorno nella regione natale, dove è rientrata per questioni familiari.

Sposata con un libero professionista, madre di due figli in età preadolescenziale, si divide tra l’agenzia di comunicazione dove lavora part time e la gestione di un progetto digitale di grande richiamo votato alla valorizzazione enogastronomica del territorio marchigiano (con qualche sconfinamento a livello nazionale e internazionale), dal significativo nome di Fra Gusto e Passione.

A completare il quadro, da un paio di anni, Francesca Celi è anche imprenditrice e gestisce una piadineria stagionale nel suo paese, Sirolo, una delle “perle” dell’Adriatico, piccolo borgo medievale inserito all’interno del Parco regionale del Conero e affacciato sull’azzurro del mare.

francesca celi esempio di donna multitasking
Francesca Celi – Fra gusto e passione

Consapevolezza di sé per poter scegliere

Francesca conduce una vita certamente complessa, ma fortemente rivendicata come una scelta consapevole e in qualche modo necessaria per la propria realizzazione personale.

«A Milano lavoravo per grandi agenzie che richiedevano un lavoro molto creativo. Quando sono tornata nelle Marche le realtà per cui mi sono trovata ad operare avevano bisogno di lavori più tecnici e ho sentito un po’ la necessità di arricchire quello che potevo fare.

Ho seguito quindi un corso regionale sul Turismo alternativo e sull’enogastronomia nelle Marche e ho iniziato a girare il territorio alla scoperta di realtà virtuose, spesso poco note, decidendo poi di raccontarle secondo il mio punto di vista.

Ho creato così Fra Gusto e Passione, dapprima solo sui social e poi anche con un portale dedicato.

Un paio di anni fa poi si è presentata l’opportunità di dare vita ad un nuovo progetto, stavolta fuori dal web: ho vinto un bando e ho avuto un finanziamento per aprire una piadineria nel mio paese.

Era una cosa a cui pensavo da tanto: avevamo questo piccolo locale di proprietà e volevamo ristrutturarlo per aprirci un’attività nostra. Grazie alla mia conoscenza sia dei produttori locali, sia delle esigenze del territorio, maturata col progetto digitale, mi sono decisa a fare anche questo passo».

francesca celi foodblogger

Tenere tutto insieme a volte significa navigare a vista

Essere mutitasking significa avere la capacità o la necessità di portare avanti contemporaneamente più attività e, quando sei donna, significa spesso sommare al tuo lavoro e ai tuoi interessi anche la cura di casa e familiari.

Una situazione gravosa, che statisticamente è ancora per la maggior parte sulle spalle delle donne.

L’esperienza di Francesca Celi rappresenta però una narrazione che può mostrarci una prospettiva diversa.

«Tenere tutto in piedi è certamente faticoso, ma nel mio caso si tratta di una scelta.

Ho scelto di lavorare part time quando i bambini erano piccoli perché volevo avere più tempo per stare con loro, poi ho deciso che volevo anche altro.

Io poi sono proprio così di carattere: per me è un’esigenza personale impegnarmi su più fronti e c’è da dire che quando la famiglia cresce hai anche bisogno di entrate maggiori, quindi un doppio lavoro è stato necessario.

Ai doveri, però, io ho voluto aggiungere anche uno spazio per la mia soddisfazione personale e così continuo a seguire Fra Gusto e Passione, perché è un progetto che mi fa stare bene, anche se non è un lavoro stipendiato, nonostante richieda molto tempo e molte energie.

Le mie giornate sono logisticamente e mentalmente complicate: oltre ai miei impegni lavorativi ci sono anche i figli da seguire e di recente anche i genitori, che sono diventati anziani, hanno bisogno di supporto, e allora l’unica cosa da fare è navigare a vista.

Puoi fare tutti i programmi che vuoi, ma ci sarà sempre qualcosa che non avevi previsto a cambiare i piani».

francesca celi monte conero

L’importanza di capire dove sta il limite

Avere su di sé una serie piuttosto varia di incombenze può tuttavia facilmente apire la strada per il burnout.

Diventa fondamentale allora saper riconoscere il punto di arrivo e soprattutto, impostare un ménage familiare basato sulla condivisione e la comprensione reciproca.

«Credo che sia importante far valere le proprie necessità e lavorare sull’organizzazione. Ad un certo punto io mi fermo e passo il testimone a mio marito.

Ognuno dovrebbe dire fin dove riesce ad arrivare e comportarsi di conseguenza. Se non c’è accordo su questo difficilmente si riesce ad andare avanti».

Condivisione, improvvisazione e accettazione del limite sono dunque concetti chiave per riuscire a vivere a pieno in modalità “multifunzione”.

Prima di tutto però è fondamentale anche darsi delle priorità, cercando di capire cosa conta di più in ogni momento.

«Cerco semplicemente di capire cosa conta di più per me: ad esempio io non mi curo molto del disordine in casa, ma magari per qualcun altro questo aspetto potrebbe essere fondamentale.

Io preferisco dedicare del tempo in più al mio progetto digitale o anche alla palestra, perché prendermi cura del mio benessere mi piace e mi fa stare meglio».

francesca celi copywriter

Fare i conti con i sensi di colpa è parte del gioco

Due lavori, l’impegno da creator digitale, essere madre, moglie, figlia ed occuparsi di tutto, ma non scordarsi allo stesso tempo anche di se stessa e delle proprie ambizioni non è una storia che può funzionare senza un altro ingrediente molto importante: la necessità di fare i conti con i propri sensi di colpa e provare a risolverli.

Altra caratteristica prevalentemente e storicamente femminile, il senso di colpa spesso sopraggiunge quando le aspettative e la pressione sociale portano a sentirsi in qualche modo mancanti.

Affrontare il senso di colpa richiede allora una consapevolezza profonda delle sue origini e la costruzione di un sostegno sociale che possa dare fiducia.

«Se a volte mi sento in colpa è solo nei confronti dei miei figli. Non sono più piccolissimi, ma credo che ogni tanto abbiano bisogno da parte mia di una presenza di tipo più emotivo, meno legata alla praticità.

Spesso mi rendo conto di essere stanca e di cercare un po’ di silenzio o di calma in casa, ma con due preadolescenti non è uno scenario molto concreto.

Quando siamo in vacanza e i ritmi rallentano le cose sono molto diverse ed entriamo in una dimensione di maggiore ascolto e compartecipazione, ma nella vita di tutti i giorni è dura, quindi, ecco, a volte mi dico che se facessi di meno forse avrei un tempo di maggiore qualità con mio marito e i miei figli, ma poi probabilmente non mi sentirei più del tutto fedele a me stessa e anche questo potrebbe influire negativamente sulle nostre relazioni, quindi siamo in cerca di un costante equilibrio e forse è proprio nel tentativo che le cose alla fine funzionano».

L’obbligo della perfezione: i social come ambiente da smascherare

Se la vita di ogni giorno non può che metterci costantemente a confronto con l’accettazione dell’imperfezione, i social network remano in direzione del tutto opposta alimentando spesso un modello di donna perfetta, che non si ferma mai e che riesce a gestire ogni cosa con semplicità.

Da creator digitale Francesca Celi lo sa bene ed è proprio da dietro le quinte di un racconto prevalentemente patinato che riesce ad avere uno sguardo limpido e disincantato:

«Certamente c’è molta pressione che proviene dai social nei confronti delle donne, sia per chi li guarda, sia per chi crea contenuti.

Ultimamente ancora di più: rispetto a qualche anno fa oggi hai l’impellenza di dover mostrare ogni giorno un’esperienza eccezionale, devi essere sempre perfetta, sempre truccata, con i capelli a posto e questo può essere piuttosto pesante.

Io però non mi sento parte di questo ingranaggio, nonostante ci sia dentro.

Non ho ogni giorno qualcosa di interessante da raccontare, non ho voglia di “mettermi in tiro” ogni momento.

Il tempo che dedico al mio progetto digitale non è un lavoro e questa consapevolezza mi aiuta a vivere la situazione con leggerezza.

Racconto le cose solo quando mi va. Questa distinzione è molto importante perché mi permette di divertirmi, ma di non diventare schiava di questo sistema».

Provare a cambiare la narrazione

Può capitare tuttavia che una donna o una ragazza oggi possa sentirsi sopraffatta da certi contenuti digitali e possa vivere male il confronto con un modello di donna che pensa di dover fare tutto, da sola, per sentirsi all’altezza.

Essere multitasking però può essere necessario o può essere una scelta, ma non subirlo rischiando di andare in tilt dipende dal modo in cui ognuna si pone rispetto alla propria quotidianità.

Francesca non ha dubbi: è necessario fare i conti prima di tutto con se stesse.

«Fare molte cose, essere multitasking, deve essere una scelta, non un obbligo.

Se non riesci a dire di no, forse devi rivedere il tuo ruolo e quello di chi ti sta vicino. Non deve essere scontato che certe situazioni non abbiano alternative».

Digital Strategist e Social Media Manager, formatrice certificata sull’educazione digitale e su tematiche legate a libri, lettura e scrittura; blogger, fondatrice del portale mammemarchigiane.it (Premio Alumni Università degli Studi di Macerata 2024; Premio “Donna Impresa” Camera di Commercio di Macerata 2016; Golden Media Marche 2015); autrice dei saggi “Marche Stregate, viaggio nella stregoneria popolare marchigiana” e “Sani e liberi, la maternità nella tradizione marchigiana (sec. XVII-XX)” ; co-autrice della guida “Le Marche con i bambini”.
Ha collaborato con l'Osservatorio di Genere e scrive anche su Vitamine Vaganti, magazine dell’associazione Toponomastica Femminile, occupandosi di storia delle donne ed equità di genere. Laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia, Laurea quadriennale in Lettere indirizzo Moderno.

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