Il professor Giannubilo e la sua ricerca sul ruolo del padre in gravidanza

Il ruolo del padre in gravidanza: la ricerca del professor Giannubilo

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«Il padre ha un ruolo fondamentale per il buon andamento della gravidanza e per il benessere del nascituro». A dirlo è il professor Stefano Raffaele Giannubilo, docente dell’Università Politecnica delle Marche.

La presentazione della ricerca


Il ginecologo ha presentato, qualche mese fa ad Ancona, la sua ricerca “The bad father: paternal role in biology of pregnancy and in birth outcome” pubblicata nel 2024 dalla rivista Biology. La presentazione durante l’appuntamento dal titolo “Universo femminile”, il primo incontro del progetto “Made in Library, la ricerca Univpm raccontata alla città”.

Il professor Stefano Raffaele Giannubilo

Il professor Giannubilo ha ripercorso la storia ed evidenziato come per secoli gli uomini sono stati addirittura fuori casa mentre le donne partorivano, circondate da altre donne. Erano completamente esclusi dalla gravidanza e dal momento della nascita, tutto appannaggio delle donne. La sua ricerca, invece, rivoluziona completamente il modo di percepire il ruolo del padre.

Il padre, il suo stile di vita, la sua genetica e il suo ambiente di vita non sono affatto estranei alla gravidanza. «La gravidanza – sottolinea Giannubilo – è generalmente studiata come un’interazione biologica tra madre e feto; tuttavia, il padre, con le sue caratteristiche, il suo stile di vita, la sua genetica e il suo ambiente di vita, non è affatto estraneo al suo esito».

In questo modo si “alleggeriscono” le mamme. Quante volte le madri si fanno carico di responsabilità e sensi di colpa quando la gravidanza non va a buon fine o si complica in modo significativo.

Famiglia con padre, madre e neonato

Uguaglianza di genere in sala parto

La ricerca del professor Giannubilo ha il pregio di declinare l’uguaglianza di genere non alla maniera classica, ma come uguaglianza biologica di doveri tra madre e padre per una buona riuscita della gravidanza.

«La metà del patrimonio genetico fetale di derivazione paterna – spiega la sua ricerca – può risultare decisiva nei casi di disordini cromosomici ereditari e può essere la conseguenza di alterazioni genetiche de novo».

Attraverso i suoi studi possiamo addentrarci in aspetti ancora più tecnici: «Oltre agli aspetti strettamente patologici, la genetica paterna può trasmettere tratti trombofilici che influenzano l’impianto e la costruzione vascolare dell’unità feto-placentare, portare a malattie mediate dalla placenta come la preeclampsia e il ritardo di crescita fetale, e contribuire alla genesi multifattoriale del parto pretermine. Anche gli aspetti biologici della tolleranza immunologica agli antigeni paterni sembrano essere cruciali per queste patologie».

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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