Diabete e differenze di genere, Elisa Cipponeri: «Per le donne diagnosi meno precoce»
In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, abbiamo incontrato Elisa Cipponeri, endocrinologa, diabetologa e ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano.
Con lei abbiamo parlato di prevenzione, ricerca e differenze di genere in una malattia che oggi coinvolge milioni di persone in tutto il mondo.
Il diabete, epidemia silenziosa
Cipponeri, partiamo dalle basi. Cos’è esattamente il diabete, quali sono le differenze sostanziali tra il tipo 1 e il tipo 2, e perché oggi si parla di una vera e propria “epidemia silenziosa”?
«Secondo gli Standard di cura del diabete 2025, il diabete è una malattia metabolica caratterizzata da iperglicemia, conseguente a un difetto della secrezione e/o dell’azione dell’insulina.
L’American Diabetes Association (ADA) distingue quattro principali tipi di diabete; i più frequenti sono il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2.
Il diabete di tipo 2 è caratterizzato dall’associazione tra insulino-resistenza e progressiva distruzione delle cellule β. È fortemente correlato a obesità, sedentarietà e predisposizione genetica. Spesso si manifesta in età adulta, ma sono sempre più frequenti anche le diagnosi in età pediatrica.
Il diabete di tipo 1, invece, è dovuto alla distruzione autoimmune delle cellule β pancreatiche, con conseguente deficit assoluto di insulina.
Si manifesta spesso in età infantile, ma può insorgere in qualsiasi fase della vita. Poiché l’organismo non produce più insulina, è necessario un trattamento insulinico per tutta la vita.
L’iperglicemia cronica, spesso silente, è responsabile nel tempo di danni a diversi organi come occhi, reni, cuore, nervi e vasi sanguigni.
Proprio per questo molte persone, in particolare con diabete di tipo 2, scoprono la malattia solo quando si manifestano complicanze gravi come ictus o infarti.
Secondo l’American Diabetes Association (ADA) e il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nel 2025 il diabete colpisce oltre 38 milioni di persone solo negli Stati Uniti. Di queste, il 90–95% presenta diabete di tipo 2, mentre il 5–10% ha diabete di tipo 1.
Accanto a questi dati, si segnala la crescente diffusione del prediabete, condizione caratterizzata da glicemia a digiuno compresa tra 100 e 125 mg/dL o da valori di HbA1c tra 5,7% e 6,4%.
Il prediabete interessa circa una persona su tre e comporta un rischio aumentato di sviluppare diabete di tipo 2, malattie cardiache e ictus».

Stili di vita e diagnosi di genere
Quanto incidono realmente lo stile di vita, l’alimentazione e l’attività fisica sul rischio di sviluppare il diabete di tipo 2?
«Come già accennato, lo stile di vita ha un impatto determinante.
Una dieta equilibrata e una regolare attività fisica riducono sensibilmente il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e migliorano il controllo metabolico nelle persone già affette».
E quanto è importante la diagnosi precoce per intervenire prima che si manifestino le complicanze?
«La diagnosi precoce è fondamentale, soprattutto per intervenire tempestivamente già nella fase di prediabete, prevenendo così eventi cardiovascolari come ictus o infarto e limitando i danni a lungo termine».
Il diabete si manifesta in modo diverso negli uomini e nelle donne? Esistono differenze nei sintomi, nella progressione o nella risposta ai trattamenti?
«Sì, esistono sottili differenze di genere nella manifestazione del diabete. Negli uomini la diagnosi tende a essere più precoce e si verifica spesso con un indice di massa corporea (BMI) inferiore rispetto alle donne. Nelle donne, invece, rappresentano fattori di rischio specifici il diabete gestazionale e la postmenopausa.
Alcuni studi evidenziano anche differenze nella sensibilità dei test diagnostici: l’OGTT (curva da carico orale di glucosio) è più sensibile nelle donne, mentre il FPG (glicemia a digiuno) risulta più accurato negli uomini. Ciò è dovuto a differenze fisiologiche nella produzione epatica di zuccheri (gluconeogenesi) e nella massa muscolare.
Le donne, infatti, tendono ad avere picchi glicemici post-prandiali più marcati pur mantenendo una glicemia a digiuno nella norma».
Ricerca, tecnologia e prevenzione
La ricerca e la tecnologia stanno rivoluzionando la gestione del diabete. Quali sono oggi le principali innovazioni nella cura e nel monitoraggio?
«Negli ultimi anni la gestione del diabete ha compiuto enormi progressi tecnologici.
Oggi sono disponibili sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, sistemi di rilevazione intermittente e microinfusori di insulina di ultima generazione, dotati di algoritmi intelligenti capaci di integrare i dati glicemici e regolare automaticamente l’erogazione insulinica basale. Questi sviluppi hanno permesso di realizzare terapie personalizzate (“patient tailored”), migliorando la compliance terapeutica e la qualità di vita delle persone con diabete».
In un’epoca segnata da alimentazione veloce, cibi ultra-processati e sedentarietà diffusa, come possiamo promuovere una reale cultura della prevenzione tra ragazzi, ragazze e adolescenti?
«Occorre investire in campagne di sensibilizzazione nelle scuole e tra le famiglie, promuovendo la conoscenza dei corretti stili di vita e favorendo l’accesso ad attività sportive a costi contenuti, così da rendere la prevenzione un valore condiviso e accessibile a tutti».
La Giornata Mondiale del Diabete non è solo un momento di riflessione, ma un invito all’azione: adottare abitudini sane, ascoltare il proprio corpo e rivolgersi al medico ai primi campanelli d’allarme.
Fonti:
- Logue J., Walker J.J., Colhoun H.M. et al. (2011). Do men develop type 2 diabetes at lower body mass indices than women? Diabetologia, 54(12): 3003–3006.
- Kautzky-Willer A. Sex differences in type 2 diabetes.
Claudia Brattini, farmacista con specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti, laureata in Scienze della Nutrizione. È Giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione nel mondo della salute. Ha conseguito un master in Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data
Journalism organizzato dal Corriere della Sera. È autrice del libro di cucina per bambini "Gustosissimo, favole ricette ed emozioni da impastare".







