Nove donne “Infinitæ”: dalla scoperta del tumore alla guarigione
di Silvia Cotechini
Un filo che le tiene unite, una stessa storia condivisa. Questo lega le donne dell’associazione “Infinitæ”, nata per supportare le donne operate di tumore al seno.
La mostra
Sabato 11 ottobre è stata inaugurata la mostra alle Piccole Cisterne Romane nel cuore di Fermo, visitabile fino al 18 ottobre. Ma prima, durante l’incontro all’auditorium San Domenico, l’associazione ha condiviso i risultati del progetto “Capaci: contenere e generare l’Infinito”.
Un percorso durato quasi un anno che ha messo alla prova le partecipanti chiamate a frequentare incontri psicologici, a svolgere un corso di scrittura e, infine, a posare davanti a una fotocamera.
Nove donne di “Infinitæ” sono state presentate al pubblico attraverso gli scatti intensi realizzati da nove fotografi del Fotocineclub di Fermo. Il visitatore si ritrova quasi a “spiare” le donne mentre affrontano i loro momenti più fragili, dalla scoperta del tumore fino alla gioia della guarigione.
Il potente messaggio di verità
Non c’è forse un modo più potente per mandare un messaggio se non mostrando la verità: dagli scatti emerge anche la sensibilità dei fotografi che hanno saputo comprendere ed empatizzare con i soggetti, aiutando le protagoniste ad esprimere al meglio le loro sensazioni attraverso gli sguardi, i giochi di luce e inserendo nei ritratti quegli accessori che conservano ricordi dolorosi (le bandane, le parrucche, i referti medici).
Le “Infinitæ” lo hanno ammesso: non è stato facile per loro tornare a vivere quei momenti e a riportare alla superficie gli stati d’animo di quella fase delicata della loro vita. Il risultato è un pugno allo stomaco per il visitatore, che non può fare a meno di restare coinvolto e di riflettere.

L’invito alla prevenzione nel mese “rosa”
Il messaggio arriva chiaramente: è importante sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno, per questo è stato scelto il mese “rosa” di ottobre per aprire le porte alla mostra.
Le donne ritratte non si presentano come un esempio da seguire, ma la delicatezza degli scatti portano inevitabilmente il visitatore a provare una forte ammirazione.
Lo scopo principale, però, rimane quello di accompagnare il visitatore nella riflessione sul significato della malattia e a specchiarsi – anche se non si è vissuta la stessa esperienza – nei volti e nelle storie delle donne che hanno dimostrato di essere davvero infinite.
Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere Rachele Zeppilli, presidente di Infinitae odv, e di ascoltare le testimonianze di Silvia Giannini e Monia Polini dell’associazione.







