La presentazione del Festival ieri a Perugia
La presentazione del Festival ieri a Perugia (foto Francesco Fratta)

Torna il Festival internazionale per la parità di genere

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Sei giorni, sessanta eventi, oltre duecento speaker per un fitto calendario di panel, laboratori, incontri con l’autore, speed date, workshop, lezioni aperte nei Dipartimenti universitari. Due mostre, quattro performance teatrali e poi cinema, musica, fino a sera. Obiettivo, dare forma e voce a un appuntamento culturale, divulgativo e formativo.

Torna a Perugia dal 4 al 9 maggio il Festival Internazionale per la Parità di Genere, seconda edizione all’insegna di buone pratiche e buone idee, messa in campo da Associazione Intersezioni. Nelle intenzioni delle organizzatrici la volontà di rendere l’Umbria, e il suo capoluogo, centro del dibattito internazionale sulla parità di genere, snodo cruciale per immaginare una società equa, inclusiva, rispettosa dei diritti delle donne e di ogni altro essere umano, lontana da violenze e sopraffazioni, sulle quali il Festival accenderà più di un riflettore.

Coordinata da Giuseppina Bonerba – docente di Semiotica dell’Unipg – con il contributo di Rita Zampolini e Pia Fanciulli, l’iniziativa gode del patrocinio e del sostegno della Regione Umbria, del Comune di Perugia, della Camera di Commercio dell’Umbria, dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Osce di Vienna (Organization for Security and Co-operation in Europe), di RaiUmbria, e si svolge sotto l’egida di No Women No Panel.

Il Festival – tutti gli eventi sono a ingresso libero – torna al suo pubblico con varie novità, a cominciare dal raddoppio della durata passata da tre a sei giorni, pur restando ben saldo alla sua natura di iniziativa “per” e non “contro”. Ovvero animata da un approccio costruttivo e positivo al tema della parità di genere che gli ha conquistato un marchio di unicità nel panorama nazionale. Quindi sei giorni per immaginare, costruire, sperimentare, condividere nuovi paradigmi utili a decostruire stereotipi, pregiudizi, false convinzioni che ostacolano la crescita di una società consapevole e libera.

Un festival diffuso e trasversale


Cambiata la durata, a variare nell’edizione 2026 è anche il mese: non più ottobre ma maggio. Ma a segnare un nuovo passo è il carattere di evento “diffuso”, tanto nei luoghi che nei contenuti, e “trasversale”, perché la parità riguarda tutti/e e ogni ambito del vivere quotidiano. La rassegna si rivolge quindi a un pubblico ancor più ampio, con appuntamenti che raggiungeranno luoghi di lavoro, scuole, università, biblioteche, gli spazi culturali e del tempo libero. Tra economia, lavoro, cultura, relazioni e vita quotidiana.

Al Festival hanno aperto le porte i più preziosi palazzi del centro storico, dalle Sale dei Notari e della Vaccara di Palazzo dei Priori, a Palazzo Graziani, Palazzo Donini, Palazzo Cesaroni, dalle sedi degli ordini professionali – medici, avvocati, architetti – che hanno accolto per la prima volta a casa loro il Festival, alla Sala del Consiglio della Provincia, al Centro Pari Opportunità della Regione Umbria. E ancora teatri, dipartimenti universitari, la biblioteca degli Arconi, la libreria Popup e l’Itts Volta. Senza dimenticare le uscite fuori porta verso Terni entrata per la prima volta nel programma, e Foligno dove è in corso l’anteprima (21 e 29 aprile).

«Questa edizione sperimenta un salto di qualità strategico – dichiara Bonerba -. Vivrà infatti di un programma più esteso e di una fittissima rete di partenariati che unisce istituzioni locali, associazioni di categoria, terzo settore, eccellenze accademiche e organismi internazionali. Non più solo nel bellissimo centro storico di Perugia, ma un laboratorio diffuso in vari luoghi d’Umbria. Una collaborazione straordinaria è nata poi con l’Università degli Studi di Perugia, con eventi in tutti i 14 Dipartimenti, dove insieme a studenti e docenti si sono organizzati appuntamenti, aperti al pubblico, in sinergia con altri atenei italiani. Solo per citarne qualcuno, Roma, Bologna, Firenze. Ma tengo a ricordare la presenza di altre prestigiose realtà quali Osce, Cnr, Aidp, Donne vita e libertà».

Festival per la parità di genere

E nell’ottica di genere il Festival toccherà ambiti diversi, all’apparenza lontani dal tema fondante, ma che proprio per questo potranno creare nuove consapevolezze. In calendario panel sul clima, l’ambiente, la disabilità, l’urbanistica, l’arte, la moda, il design, l’informazione, fino all’immagine femminile nelle serie televisive, alle leggi, alla scienza, alle Stem, all’intelligenza artificiale e al tecnofemminismo.

Confronto costruttivo e ospiti di prestigio

A parlarne ospiti di prestigio italiani e internazionali, provenienti da istituzioni, imprese, associazioni, artisti/e, studentesse e studenti, economisti/e, filosofi/e, psicologi/ghe, ambientalisti/e, antropologi/ghe, sindaci/che, scrittori/ici, giornalisti/e, magistrati/e, scienziati/e, architetti/e, attivisti/e, attori/ici. Insieme per un confronto costruttivo su tecnologie, linguaggio, nuove maschilità, superamento di gap e discriminazioni.

Un esempio tra i tanti, il panel “Pianificare la città della cura. Verso un’urbanistica di genere”, lunedì 4 alle 14.30, Sala dei Notari, dove a presentare il Gender Atlas ovvero “’Atlante di Genere”, sarà Florencia Andreola, una delle autrici, architetta, cofondatrice dell’Associazione Sex and the City. Con lei Emily Clancy vicesindaca di Bologna, Elisa Gallo, giornalista, Bike attivista e Costanza Spera, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Perugia. L’Atlante è frutto di una ricerca che esamina gli spazi urbani attraverso una lente di genere.

Anche le nuove generazioni protagoniste più che mai del Festival con appuntamenti autogestiti o affidati a esperti di rilievo. Tra questi “Il ruolo dei giovani uomini per la parità di genere” con Claudia Segre, presidente e fondatrice di Global Thinking Ets, Lara Scarpitta e Anastasia Fusco (OSCE Vienna), Diana De Marchi consigliera città Metropolitana di Milano. Moderatore Paolo Polinori docente di Economia Politica Unipg (5 maggio 8.30, Aula 2, Economia e Scienze Politiche Unipg via Alessandro Pascoli)

Dall’intelligenza artificiale alle nuove maschilità, dalla pace al voto alle donne


«Di parità di genere parleremo anche quest’anno con uomini e donne, perché solo così si riesce ad attivare processi innovativi utili a superare gli atteggiamenti tradizionali – prosegue Bonerba -. Non a caso il Festival ha confermato la sua adesione al progetto europeo della Rai No Women No Panel coordinato dalla giornalista Arianna Voto. Perché si comincia anche da noi, dal chiedere a noi stesse un equilibrio tra i generi nella messa a punto di panel, conferenze e ogni altra iniziativa. Così tutti gli appuntamenti in calendario, eccetto workshop e monologhi, prevedono la presenza di uomini e donne. Può sembrare una piccola cosa, ma non lo è. È un esercizio mentale che si fa culturale. Ognuno deve fare la sua parte. Il nostro obiettivo non è solo parlare di parità, ma praticarla».

E magari provare anche a sdrammatizzare un po’ come accadrà con la presentazione di Piccolo manuale di comicità femminista con Luisa Merloni nella doppia veste di autrice e comedian (6 maggio ore 10.30 Aula 4 del Dip. Scienze Politiche, Via Elce di Sotto).

Quanto alle tematiche, il programma conferma il suo format muovendosi su tre direttive. Economia e Lavoro, Cultura e Scienza, Società e Linguaggi. «Di ognuna – prosegue Giuseppina Bonerba – abbiamo potenziato la proposta, e quello che davvero ci sta facendo capire che siamo sulla strada giusta, sono le numerose proposte giunte. Si vuole partecipare, portare testimonianze, dare un contributo. Anche da parte delle più giovani generazioni. E questo è davvero un risultato che ci gratifica».

Ogni tema sarà declinato non solo nei panel. Vari i laboratori dedicati all’arte, alla scrittura creativa, alla decostruzione degli stereotipi. Mentre lo sguardo si volgerà alla storia con l’ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne che sarà al centro di un evento organizzato dall’ateneo perugino “Libere di votare. Ottant’anni di voto femminile in Italia”, Aula Magna del Rettorato, giovedì 7, ore 15 con la partecipazione del rettore Massimiliano Marianelli a cui seguirà la proiezione del film di Paola Cortellesi C’è ancora domani con l’attrice Ilaria Fallini, tra le interpreti del film.

Diversi appuntamenti saranno dedicati ai diritti delle donne come in “Diritti, parità e differenze”, evento proposto – e accreditato per gli iscritti – dall’Ordine degli Avvocati di Perugia, ospitato nell’Auditorium dell’Ordine (piazza IV novembre 36&, mercoledì 6 alle 15.30. Interverranno Sergio Sottani Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Carlo Orlando, presidente dell’Ordine Avvocati, Stefania Stefanelli docente di Diritto Privato Unipg, Giuliana Astarita avvocata e consigliera Cpo Ordine degli Avvocati, Anna Lorenzetti docente di Diritto Costituzionale e Pubblico dell’Università degli Studi di Bergamo: Francesca Brutti, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati, modererà il panel.

Altro grande focus, la pace, nella società e nel mondo, protagonista non solo di talk e panel, ma anche di un finale d’eccezione, sabato 9 maggio, alle 21. Nella preziosa Sala dei Notari, si parlerà di “Donne di pace. Per i diritti e le cooperazioni” con Pegah Moshir Pour, attivista per i diritti umani e digitali, Shady Alizadeh Movimento Donne, Vita e Libertà, Flavio Lotti presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, Vittoria Ferdinandi sindaca del Comune di Perugia. Modererà Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria.

La dimensione internazionale


Nella sua seconda edizione il Festival approfondisce e amplia la collaborazione con esperti e organismi di livello internazionale. In particolare, la rassegna consolida il suo posizionamento nel panorama europeo e globale grazie alla collaborazione con l’OSCE, Organization for Security and Cooperation in Europe, che con i suoi 27 Paesi è avanguardia mondiale per gli studi di genere.

Con Osce il Festival aprirà il 4 maggio, ore 10.30, Palazzo Cesaroni Sala Brugnoli, dopo la Tavola Rotonda che alle ore 9 coinvolgerà i vertici del mondo istituzionale, economico e culturale umbro. Titolo del panel “She Change Climate. Dimensione di genere nelle azioni per il clima” con interventi di Lara Scarpitta, Head of the Gender Issues Programme Osce Vienna, tra le massime esperte a livello internazionale di politiche di parità. Con lei Beatrice Castellani e Anna Laura Pisello, docenti di Fisica tecnica ambientale dell’ateneo perugino e Alfonso Morelli, direttore Arpa Umbria. Moderatore Giovanni Acquarulo, giornalista di Rai Parlamento.

Mostre e performance


Vari i linguaggi in campo. Il programma accoglie infatti due mostre visitabili per tutta la durata del Festival. “Come eri vestita?” a cura dall’Associazione “Cerchi d’acqua” in collaborazione con il Centro Pari Opportunità della Regione Umbria che la accoglie nella propria sede di Via GIuseppe Mazzini 21. Allestita invece al Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi – via Giuseppe Mazzini 15 – “Protagoniste. Donne che hanno cambiato il fumetto” curata dalla Biblioteca delle Nuvole.

Quattro invece le performance in calendario. Si parte con Anzian Prodige! Stand up comedy di e con Luisa Merloni (5 maggio ore 19 Circolo Arci Il Porco Rosso, Via Galeazzo Alessi 1). Mercoledì 6 docudrama Lise Meitner e la fissione nucleare di e con Paola Tortora, VintuleraTeatro, in collaborazione con Alessio Stollo e Giovanni Carlotti (ore 17 Aula A Dipartimento di Fisica Unipg). Teatro d’impresa invece protagonista il 7 maggio, ore 14, al Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi (via Giuseppe Mazzini 15). In scena Le voci di fuori curato e presentato da Giulia Cailotto, realizzato in sinergia con il Comitato Imprenditoria Femminile della Cciaa dell’Umbria (prenotazioni https://forms.gle/smjxsqMgXp8YeqoW7. Si chiude sabato 9 maggio con Né Superman né Ryan Gosling con il talk-spettacolo di e con lo scrittore Lorenzo Gasparrini (ore 17 Aula Magna di Lettere (piazza Morlacchi).

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