equipe Maria Salsone centro Brain Health Service (BHS) demenze femminili

Milano: nuovo centro per la prevenzione delle demenze femminili

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Secondo le più recenti evidenze scientifiche circa circa il 70% delle demenze colpisce le donne: è infatti il genere il secondo fattore di rischio dopo l’età.

Partendo da questo, a Milano, all’IRCCS San Donato, eccellenza italiana del settore, è stato inaugurato lo scorso 1° ottobre il Brain Health Service (BHS) per la prevenzione e la diagnosi precoce, con un percorso dedicato in particolare alla salute femminile.

Il nuovissimo servizio, primo in Europa, afferisce all’Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit, diretta dalla professoressa Maria Salsone, associata di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, con il dottor Federico Emanuele Pozzi come referente.

Prevenzione con focus sul genere

Circa il 45% delle demenze è prevenibile se si interviene su specifici fattori di rischio, che però sono diversi tra uomo e donna.

É proprio questo il punto di partenza del progetto 3D, che intende agire specificamente su queste differenze.

Il progetto 3D è infatti un percorso dedicato, multidisciplinare e integrato, che comprende la valutazione dei principali fattori di rischio di demenze nelle donne.

I fattori di rischio delle demenze femminili

Le demenze femminili possono dipendere da diversi fattori.

Tra di essi la predisposizione genetica, i disturbi dell’umore, i deficit visivi e uditivi, la dislipidemia, le alterazioni ormonali peri-menopausali, l’osteopenia e l’osteoporosi, i disturbi del sonno, le patologie parodontali, i fattori di rischio cardiovascolare e l’alimentazione.

In seguito alla visita neurologica e di eventuali esami di approfondimento, gli specialisti propongono, anche grazie a sistemi di intelligenza artificiale, delle strategie di prevenzione personalizzate.

Ad esse seguono dei percorsi di follow-up nel tempo per monitorare e conservare il più a lungo possibile il benessere del cervello delle donne.

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Perché è importante aumentare la prevenzione

Di solito la maggior parte dei pazienti si rivolge ai Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) quando la malattia è già avanzata e a quel punto le terapie disponibili sono prevalentemente sintomatiche.

Negli ultimi anni invece, la neurologia pone l’accento sull’intercettazione delle fasi più precoci, come il disturbo soggettivo di memoria (SCD), ancora sotto-diagnosticato sebbene diffusissimo.

Si è calcolato, infatti, che fino al 25% delle persone sopra i 60 anni possa essere inquadrato come SCD.

Per le donne il rischio di demenze cresce nel periodo successivo alla menopausa, quando viene diagnosticato circa il 60% dei casi.

L’intervento precoce e con attenzione alle specificità di genere permette sicuramente una prevenzione più mirata ed efficace.

Digital Strategist e Social Media Manager, formatrice certificata sull’educazione digitale e su tematiche legate a libri, lettura e scrittura; blogger, fondatrice del portale mammemarchigiane.it (Premio Alumni Università degli Studi di Macerata 2024; Premio “Donna Impresa” Camera di Commercio di Macerata 2016; Golden Media Marche 2015); autrice dei saggi “Marche Stregate, viaggio nella stregoneria popolare marchigiana” e “Sani e liberi, la maternità nella tradizione marchigiana (sec. XVII-XX)” ; co-autrice della guida “Le Marche con i bambini”.
Ha collaborato con l'Osservatorio di Genere e scrive anche su Vitamine Vaganti, magazine dell’associazione Toponomastica Femminile, occupandosi di storia delle donne ed equità di genere. Laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia, Laurea quadriennale in Lettere indirizzo Moderno.

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