Assegno unico, bonus asilo nido e voucher per madri con partita Iva

A cura di Federica Frattani, commercialista e consulente di Macerata
Oltre all’indennità di maternità, le lavoratrici autonome possono usufruire di ulteriori misure di sostegno pensate per favorire la conciliazione tra vita familiare e professionale.
Si tratta di agevolazioni economiche e contributive, accessibili in base alla situazione familiare, reddituale o previdenziale. Ecco i principali strumenti attualmente previsti.
L’Assegno Unico Universale per i figli a carico
Un ulteriore e importante strumento di sostegno è l’Assegno Unico Universale (AUU) riconosciuto a tutti i nuclei familiari con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.
È quindi accessibile anche alle libere professioniste, imprenditrici e lavoratrici autonome con partita Iva.
A chi è rivolto – L’Assegno unico e universale spetta alle famiglie in cui ricorrono le seguenti condizioni:
• per ogni figlio minorenne a carico. Per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza;
• per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni, che:
◦ frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, o un corso di laurea;
◦ svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
◦ sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
◦ svolga il servizio civile universale;
• per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
Quanto spetta – L’importo mensile dell’Assegno Unico Universale varia in base al valore dell’Isee familiare e al numero dei figli. A titolo indicativo:
• per un Isee fino a circa € 17.227,33, l’importo può raggiungere circa € 201 al mese per ciascun figlio minore;
• per un Isee superiore a circa € 45.939,56 (o in assenza di Isee), l’importo si riduce fino a circa € 57,50 mensili per figlio.
Gli importi sono soggetti ad aggiornamento annuale Istat.
L’Auu è erogato mensilmente dall’Inps, non costituisce reddito ai fini fiscali ed è compatibile con l’indennità di maternità e con ogni altra forma di contributo o bonus regionale.
È possibile simulare il calcolo personalizzato tramite il portale Inps: Simulatore Assegno Unico Inps
Quando e come fare domanda – Presentare la domanda:
• online, tramite il portale Inps accedendo con Spid, Cie o Cns a questo link
• oppure tramite Caf o patronato, che può assistere nella compilazione e nell’invio della pratica.
Si rinnova automaticamente salvo variazioni familiari o reddituali.
L’Assegno Unico Universale può essere corrisposto a entrambi i genitori, che possono scegliere di dividere l’importo al 50% oppure di attribuirlo interamente a uno solo di essi.
La modalità di ripartizione (100% a un genitore o 50% ciascuno) deve essere comunicata all’Inps al momento della presentazione della domanda, con possibilità di modificarla successivamente in caso di cambiamenti familiari o di accordo tra le parti.
In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta per intero al genitore affidatario, salvo diverse disposizioni del giudice o accordi formalmente registrati.
Bonus asilo nido
Il Bonus asilo nido è un contributo economico di sostegno al reddito a favore dei genitori di bambini e bambine con età inferiore ai tre anni.
La misura è gestita dall’Inps e ha l’obiettivo di agevolare le famiglie nel sostenere le spese per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati, oppure – nei casi di gravi patologie croniche del bambino – per forme di supporto educativo e assistenziale nella propria abitazione.

È consigliabile verificare anche nella propria Cassa di previdenza professionale se siano previste misure analoghe o integrative, eventualmente cumulabili o alternative al Bonus Inps.
Alcune Casse, infatti, riconoscono sussidi per la genitorialità o contributi per servizi di cura all’infanzia, che possono ampliare o sostituire il beneficio statale.
A chi è rivolto – Il bonus spetta alle famiglie con figli:
• di età inferiore a tre anni;
• che frequentano un asilo nido pubblico o privato autorizzato (contributo “asilo nido”);
• oppure che non possono frequentarlo per gravi patologie croniche certificate (contributo “supporto presso la propria abitazione”).
• anche le professioniste con cassa professionale possono richiedere il bonus nido all’Inps.
Quanto spetta – L’importo del contributo, massimo 3.600 euro annui, è calcolato in relazione alla data di nascita del bambino e al valore dell’Isee per prestazioni ai minorenni; nel calcolo del valore Isee non si tiene conto degli importi erogati per l’Assegno unico e universale (Auu).
In assenza di Isee il contributo è erogato nella misura minima.
Bambini nati dal 1° gennaio 2024
• 3.600 euro (dieci rate da 327,27 euro e una da 327,30 euro), con Isee minorenni in corso di validità minore o uguale a 40.000 euro;
• 1.500 euro (dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro) con Isee minorenni non presente, difforme, discordante, non calcolabile o superiore alla soglia di 40.000 euro.
Bambini nati in data antecedente al 1° gennaio 2024
• 3.000 euro (dieci rate da 272,73 euro e una da 272,70 euro), con Isee minorenni fino a 25.000,99 euro;
• 2.500 euro (dieci rate da 227,27 euro e una da 227,30 euro) con Isee minorenni da 25.001 a 40.000 euro;
• 1.500 euro (dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro) con Isee minorenni non presente, difforme, discordante, non calcolabile o superiore alla soglia di 40.000 euro.
Il contributo viene erogato mensilmente, fino a un massimo di 11 mensilità per anno solare, e in ogni caso non può superare l’importo effettivamente pagato per la retta del nido.
Per il contributo di supporto presso la propria abitazione, l’erogazione avviene in un’unica soluzione.
Non è cumulabile con la detrazione Irpef per la stessa spesa.
→ Puoi detrarre solo la parte di retta non coperta dal bonus Inps.
Cumulabile con altri aiuti (es. Assegno Unico, voucher regionali, welfare aziendale),
purché la somma totale non superi la spesa effettiva sostenuta.
Esempio pratico:
• Retta annuale: € 3.000
• Bonus Ips: € 2.000
• Welfare aziendale: € 800
Totale rimborsato: € 2.800 → OK (non supera la spesa)
Se la somma dei benefici superasse i € 3.000, l’eccedenza non verrebbe riconosciuta o andrebbe restituita.
Quando e come fare domanda – La domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre dell’anno solare di riferimento.
Può essere inoltrata:
• online, tramite il portale Inps accedendo con Spid, Cie o Cns a questo link
• oppure tramite Caf o patronato, che può assistere nella compilazione e nell’invio della pratica.
In caso di più figli, è necessario presentare una domanda distinta per ciascun minore.
Durante l’anno, il genitore richiedente dovrà caricare mensilmente le ricevute o fatture delle rette per ottenere il rimborso.
La misura viene presentata come valida per il 2025, e non è esplicitamente segnalata la chiusura per il 2026: è ragionevole presupporre che la misura continui (anche perché la legge di Bilancio l’ha rifinanziata e modificata).
Opportunità regionali e camerali utili alle lavoratrici autonome
Accanto agli strumenti nazionali gestiti dall’Inps, numerose Regioni e Camere di Commercio hanno attivato misure dedicate alla conciliazione tra vita familiare e lavoro autonomo, rivolte in particolare alle donne con partita Iva.
Si tratta di voucher e contributi economici che sostengono l’ingresso o il rientro nel mercato del lavoro, coprendo spese di assistenza, baby-sitting o servizi educativi per l’infanzia.
Ecco alcuni esempi destinati a donne residenti nelle diverse regioni italiane:
• Lombardia – “Voucher servizi di cura” (FSE+ 2021-2027): rimborso fino a 400 €/mese per max 12 mesi (tot. 4.800 €) per spese di baby-sitting/educazione/assistenza con contratti regolari o Libretto Famiglia. Finestra operativa che arriva al 2026. https://www.bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/bandi/dettaglio/istruzione-formazione-lavoro/lavoro-occupazione/lombardia-donne-voucher-servizi-cura-RLW12024039688
• Lazio – PR FSE+ “Contributi per l’acquisto di servizi di baby sitting”: contributo fino a 3.000 € annui (300 ore) a nucleo; procedura gestita su canale LazioEuropa/eFamily (nota: una determinazione di ottobre 2025 chiude una specifica procedura, ma la scheda FSE+ resta il riferimento ufficiale per i bandi attuativi). https://www.regione.lazio.it/documenti/87491
• Toscana – “Nidi Gratis 25/26” e misure di conciliazione: azzeramento o forte riduzione rette nido (inclusi spazi gioco e servizi educativi domiciliari); bando famiglie 2025/26 attivo; ulteriori voucher di conciliazione vita-lavoro a sportello. https://www.regione.toscana.it/-/nidi-gratis
• Toscana - Programma regionale Fse+ 2021-2027: Sostegno della conciliazione vita-lavoro: voucher per servizi a favore dei familiari. https://www.regione.toscana.it/-/sostegno-della-conciliazione-vita-lavoro-voucher-per-servizi-a-favore-dei-familiari
• Piemonte - Avviso “BUONO VESTA” valido per il rimborso delle spese sostenute per l’accesso ai servizi educativi, socioeducativi e ad altre opportunità da parte di minori di età compresa tra 0 e 6 anni - periodo 2025-2026. https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/buono-vesta
• Veneto - Servizi alla prima infanzia, mediante la prosecuzione dell'applicazione sperimentale del Fattore Famiglia. https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleGroupId=2591459&articleId=14267703
• Friuli-Venezia Giulia: Servizi per la prima infanzia: abbattimento rette anno educativo 2025/2026. https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/famiglia-casa/politiche-famiglia/FOGLIA61/
• Marche: Politiche per la famiglia: aumentano le risorse destinate alle Marche. Nuove opportunità grazie a bonus per i minori (Approvato il 10/11/2025). https://www.regione.marche.it/News-ed-Eventi/Post/112858/Politiche-per-la-famiglia-aumentano-le-risorse-destinate-alle-Marche-Nuove-opportunit%C3%A0-grazie-a-bonus-per-i-minori
Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce la consultazione della documentazione ufficiale pubblicata dall’INPS, dalle Casse Professionali e/o da altri enti competenti. 






