Cortei arrabbiati contro violenza di genere e patriarcato
Sono migliaia le voci che si sono levate da tutta Italia contro il patriarcato e la violenza di genere. Donne di ogni età sono scese nelle strade e nelle piazze, scuotendo i loro mazzi di chiavi, gesto simbolico e significativo, per esprimere rabbia e paura.
Ebbene sì, la rabbia per i femminicidi, le molestie e le violenze che non si placano ma anche la paura di girare da sole per strada e di trovarsi faccia a faccia con il pericolo. Da Milano, a Torino, a Bologna ma anche i piccoli centri non hanno fatto eccezione.
Noi abbiamo scelto Macerata, capoluogo di una provincia nelle Marche, sia per esigenze di redazione (la nostra sede è proprio qui), sia perché ad organizzare a Macerata, il “corteo arrabbiato” sono state le componenti della Amare Sibille, un movimento dal basso. Si definiscono una “assemblea aperta transfemminista” e si stanno facendo molto notare. Una nuova generazione che denuncia senza filtri e senza paura di apparire.

Al corteo che si è svolto in centro storico hanno partecipato molti uomini e molte donne che non fanno parte della Collettiva ma hanno voluto comunque rispondere presente. Una giovane e necessaria presa di coscienza del problema della violenza di genere che non risparmia le provincie dove, anzi, sottovalutare il pericolo in nome di una percepita ma irreale tranquillità, potrebbe alimentare il fenomeno.
Se anche tu hai preso parte a una manifestazione, ad un corteo arrabbiato o a una iniziativa per il 25 novembre e credi che non sia stata abbastanza valorizzata, inviaci foto e una breve descrizione via mail all’indirizzo redazione@donnemente.it oppure attraverso i nostri canali social. Daremo spazio alle vostre iniziative rimaste “invisibili”.
Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







