Federica Nardi
Federica Nardi (Foto di Simona Muscolini)

Lady Sibilla, Federica Nardi fa incontrare IA e immaginario dei Sibillini

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La giornalista marchigiana, esperta di intelligenza artificiale ha vinto la nuova categoria IA dell’Impressum photo award, usando la tecnologia per mostrare l’invisibile

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

È possibile combinare l’intelligenza artificiale e le tecnologie più avanzate con la tradizione orale e gli archetipi primordiali?

Ce l’ha fatta Federica Nardi, giornalista, esperta marchigiana di intelligenza artificiale e prima vincitrice della nuova categoria IA dell’Impressum photo award, il concorso entrato quest’anno nella sessione autunnale dell’Appennino foto festival.

L’intelligenza artificiale da forma al simbolismo

La capacità di mescolare sapientemente, nella sua vita e nella sua professione, linguaggi differenti e piani di lavoro in apparenza inconciliabili, unita alla frequentazione assidua dei luoghi marchigiani dello spirito, ha dato vita al progetto “Lady Sibilla“, un lavoro che utilizza l’intelligenza artificiale per dare forma al mondo del mito e del simbolismo legato ai Monti Sibillini. Un titolo evocativo e fortemente stimolante per chi conosce la Sibilla e la cerca nei luoghi e nelle azioni.

«Anche se oggi il mio lavoro – spiega Nardi – è conosciuto soprattutto per l’ottimizzazione dei flussi di lavoro con le intelligenze artificiali e per la produzione di testi, i miei primi esperimenti con l’IA, quelli che mi hanno fatto innamorare di questo strumento, sono stati con le immagini.

Uno dei miei primi progetti personali è stato indagare cosa veniva fuori con Midjourney, all’epoca uno dei modelli modelli migliori per generare immagini, chiedendo immagini di archetipi femminili, di dee di cui non c’è moltissima traccia nel repertorio archeologico. Tra queste, Cupra, dea umbro-marchigiana-picena.

Una delle foto del progetto Lady Sibilla di Federica Nardi
Una delle foto del progetto Lady Sibilla di Federica Nardi

Mi ha sempre affascinato l’idea che l’intelligenza artificiale, con tutti i dati che contiene, possa rappresentare queste forze archetipiche attraverso la potenza di quel dato. Interrogando l’IA per immagini riusciamo a cogliere il senso che trapela da questa quantità di dati a noi invisibile, finché non le diamo visibilità con una richiesta, un prompt. Da qui a Lady Sibilla il passo è breve».

La categoria dedicata all’IA, in cui Federica Nardi è la prima classificata, rappresenta una delle principali novità dell’edizione 2026 della versione autunnale dell’Appennino Foto Festival, insieme alla sezione riservata alla fotografia analogica. Entrambe sono state sviluppate sul tema “Rigenerare – Dove il cammino cura”.

Fate, streghe e negromanti


Nel raccontare il progetto, Nardi ha spiegato di essere partita da una domanda: “Che senso ha usare l’IA per fotografare qualcosa che già si vede, quando abbiamo l’occasione di mostrare ciò che non è visibile agli occhi?”. Da qui la scelta di ricreare attraverso immagini in bianco e nero la propria visione delle montagne, popolata dalla Sibilla, dalle fate, dalle streghe e dai negromanti del lago di Pilato. Per la realizzazione ha utilizzato diversi strumenti di intelligenza artificiale generativa, lavorando prima sul metaprompting e poi sulla costruzione delle immagini.

«La mia passione per la spiritualità femminile – va avanti la giornalista – ha trovato radici profonde nel mio territorio, segnato da questa figura storica e mitica insieme, la Sibilla. Sono stata influenzata molto, nella mia vita, da quello che ha scritto Joyce Lussu su di lei: mi sono dedicata da molti anni alla sua lettura di questo territorio, ma anche alla dea, alle religioni femminili e a tutte quelle figure intermedie che si collocano tra i culti più antichi e ciò che è venuto dopo, il cristianesimo, il cattolicesimo. Le montagne sono ancora ricche di questi sincretismi, che mi hanno sempre affascinato».

Lady Sibilla, fotografie iperrealistiche

Perché Lady Sibilla? Su questo Nardi non ha dubbi. «Perché la Sibilla non era né una donna né una dea, ma una figura femminile così forte da riecheggiare fino ai nostri tempi e da influenzare la visione che le persone hanno del proprio territorio. Da qui un esperimento impossibile: una fotografia iperrealistica in bianco e nero, il linguaggio del realismo e del fotogiornalismo che mi ha influenzato essendo io giornalista, per raccontare qualcosa di impossibile e immaginario.

Federica Nardi durante la premiazione del concorso di Impressum
Federica Nardi durante la premiazione del concorso di Impressum

Le fate coi piedi di capra che venivano a ballare con i pastori e oggi non ballano più con i pastori, ma incontrano i camminatori sui sentieri. Il negromante del lago di Pilato che si trova faccia a faccia con una camminatrice. Suggestioni che sono un invito a guardare le nostre montagne con occhi pieni di curiosità e fantasia, lasciandoci incantare da quello che per molti è una favola, ma che per molti altri è una realtà tangibile: quella dei miti sibillini».

La premiazione si è svolta al Politeama di Tolentino, con partecipanti arrivati da tutta Italia. Vincitore assoluto dell’Impressum Photo Award è stato Matteo Strassera con “New day new land”, scattata nella penisola islandese di Reykjanes. Nella nuova sezione Analogico si è invece imposto Mirko Scoccia con “Apparenze”.

Le opere selezionate sono esposte nell’ambito dell’Appennino foto festival. A Palazzo Sangallo di Tolentino sono visibili anche i progetti realizzati con l’intelligenza artificiale. Le mostre resteranno aperte fino all’11 ottobre.


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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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