Book club al femminile: dieci libri per un viaggio nello spazio e nel corpo delle donne
Frequentare un book club significa cercare uno spazio di condivisione, ascolto e partecipazione, trasformando la lettura da esperienza privata in condivisione di vedute.
Secondo S.T.O.R.I.E., il primo censimento sui book club o gruppi di lettura in Italia, presentato al Salone del libro di Torino 2025, almeno una persona su 200 in Italia partecipa ad uno di essi e l’81% di chi li coordina è donna.
Le discussioni che orientano i Gruppi di Lettura spesso ruotano attorno all’esigenza di esprimere esperienze personali a partire dalle narrazioni esaminate, per analizzare e comprendere comportamenti, emozioni e situazioni che trovano un collegamento tra la pagina scritta e la realtà.
Da questa considerazione, l’esistenza e la nascita di numerosi book club frequentati solo da donne si può interpretare come la risposta ad un’esigenza fortemente sentita di acquisire consapevolezza, autocoscienza e, di conseguenza, empowerment.
Le malelingue: un book club tutto al femminile
Risponde a tutto questo, ma anche ovviamente al piacere di condividere passioni e momenti insieme, l’esperienza del Gruppo di Lettura “Le Malelingue“, di Ascoli Piceno, moderato da Laura Agostini e con la partecipazione di Francesca Arturo, Sara Filiaci e Lisa Armillei, insieme ad altre lettrici.
Il Book Club ascolano, tutto al femminile, si riunisce ogni mese e mezzo/due in un caffè del centro per prendere un aperitivo o un tè e discutere della lettura fatta.
Spaziando dalla narrativa, alla saggistica, al fumetto, le partecipanti hanno scelto di utilizzare la lettura per creare un momento di partecipazione e scambio reciproco su tematiche legate ai diritti, alla violenza di genere, all’equità e a quanto ruota attorno alla vita delle donne.
Un po’ come nei gruppi di autocoscienza femminile degli anni Settanta del Novecento, incontrarsi per riflettere sul racconto di sé e la condivisione di esperienze e sentimenti è uno strumento potente e necessario per definire la propria identità, il proprio vissuto e le proprie potenzialità, in un’epoca in cui spesso diritti acquisiti sembrano vacillare.

Dieci libri per indagare lo spazio e il corpo femminile
Rappresentativo dunque di un movimento che avanza in modo discreto, ma dal grande potenziale formativo, il gruppo de “Le Malelingue” ha selezionato per Donnemente una serie di dieci letture.
La tematica scelta è quella dello spazio e del corpo femminile e comprende opere sia di narrativa che di saggistica.
Li pubblichiamo, con le recensioni e i commenti delle lettrici del book club ascolano, perché possano servire come suggerimenti di lettura, ma anche come bibliografia essenziale sulle tematiche di genere, utili a tutte e a tutti.

Il classico: Jane Eyre di Charlotte Bronte
Un libro che esprime la genesi della lotta per lo spazio interiore.
Jane è un’eroina che rivendica il diritto di abitare il mondo alle proprie condizioni, rifiutando di essere un “uccellino in gabbia”.
La sua ricerca di una “casa” non è solo la ricerca di un tetto, ma di un luogo dove il suo spirito e il suo corpo non debbano sottomettersi a un’autorità maschile oppressiva.

Un libro italiano: L’arte della Gioia di Goliarda Sapienza
Modesta, la protagonista, compie una rivoluzione attraverso il proprio corpo come strumento di piacere e potere.
In un’Italia rurale e patriarcale, lei si riappropria degli spazi fisici (la villa, le terre) e di quelli carnali, scardinando i tabù sulla sessualità femminile.
È l’apoteosi del corpo che si fa spazio politico attraverso la gioia.

Un libro straniero: Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf
Woolf spiega che senza uno spazio fisico privato (la stanza) e un’autonomia economica, il corpo della donna rimane prigioniero delle necessità altrui.
È il punto di partenza materiale: la liberazione della mente inizia dalla conquista di quattro mura e di una serratura.

Un libro sull’intersezionalità: L’elogio del margine di bell hooks
Qui il concetto di spazio si espande. hooks ci insegna che il “margine” non è solo un luogo di esclusione, ma uno spazio di resistenza.
Per le donne nere, la casa e il corpo sono stati storicamente siti di violenza, ma anche di cura radicale.
Il libro sposta il baricentro del femminismo verso chi abita spazi di confine.

Per conoscere la storia del femminismo in Italia: Clandestine di Marta Stella
Quest’opera è fondamentale per capire come le donne italiane abbiano occupato lo spazio pubblico (le piazze) per ottenere diritti fondamentali sul proprio corpo, come l’aborto e il divorzio.
Racconta la transizione del femminismo da istanza privata a grido collettivo che invade le strade di un’Italia in trasformazione.

Un libro troppo spesso dimenticato: Via col Vento di Margaret Mitchell
Nonostante le sue controversie storiche, Rossella O’Hara incarna la donna che usa il proprio corpo e la propria terra (Tara) come fortezza per la sopravvivenza.
Il suo legame con lo spazio fisico è viscerale: lei “diventa” la terra per resistere alla distruzione della guerra, sfidando le convenzioni sulla fragilità femminile dell’epoca.

Un saggio: Specchio delle mie brame di Maura Gancitano
Gancitano analizza come lo spazio del riflesso (lo specchio) sia diventato una prigione.
Il corpo femminile non è vissuto dall’interno, ma percepito costantemente dall’esterno attraverso lo sguardo altrui.
Il saggio invita a distruggere questa gabbia estetica per tornare ad abitare il proprio corpo in modo autentico e non performativo.

Un libro distopico: Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood
La distopia suprema sulla perdita di sovranità.
Qui il corpo non appartiene più alla donna, ma diventa un “vaso” di proprietà statale.
Lo spazio d’azione delle ancelle è ridotto al minimo: una stanza spoglia, un percorso prestabilito per la spesa, una vita senza specchi né libri.
È l’ammonimento su cosa succede quando lo Stato decide dello spazio e del corpo femminile.

Un fumetto: Pelle d’uomo di Hubert
Questo fumetto esplora il tema in modo letterale: una giovane donna indossa una “pelle maschile” per poter abitare gli spazi preclusi alle donne.
Attraverso questo nuovo corpo, scopre la libertà di movimento e di parola nel mondo esterno, rivelando quanto lo spazio pubblico sia, storicamente, un costume disegnato su misura per gli uomini.

Un libro fondamentale: Calibano e la Strega di Silvia Federici
Federici traccia le radici storiche di questa lotta.
Spiega come la nascita del capitalismo abbia richiesto il controllo totale sul corpo femminile (attraverso la caccia alle streghe) per trasformarlo in una macchina di produzione di forza lavoro.
È la spiegazione di come la casa sia diventata una fabbrica invisibile e il corpo una risorsa da disciplinare.

Book Club come messaggio e come speranza
Incontrarsi per riflettere attraverso la lettura è un modo per crescere e prendere coscienza della propria identità, delle proprie potenzialità e dei propri diritti.
La speranza è che possano nascere molti nuovi gruppi del genere, specialmente aperti alla partecipazione delle più giovani e dei più giovani, che proprio attraverso la riflessione che nasce dai libri possono allargare vedute e sviluppare spirito critico.
Per chi si trova ad Ascoli Piceno e dintorni, è possibile unirsi alle “Malelingue” entrando nel gruppo Telegram, al quale possono partecipare anche coloro che sono distanti, ma che desiderano consigli di lettura ponderati e acuti.
Nel gruppo avviene la scelta dei libri, che è condivisa e praticata tramite sondaggio. Le lettrici possono fare proposte di lettura per aggiornare l’elenco dei libri da leggere.
Questo il link per partecipare: https://t.me/+QSP-n6bwv5NjNWZk
Digital Strategist e Social Media Manager, formatrice certificata sull’educazione digitale e su tematiche legate a libri, lettura e scrittura; blogger, fondatrice del portale mammemarchigiane.it (Premio Alumni Università degli Studi di Macerata 2024; Premio “Donna Impresa” Camera di Commercio di Macerata 2016; Golden Media Marche 2015); autrice dei saggi “Marche Stregate, viaggio nella stregoneria popolare marchigiana” e “Sani e liberi, la maternità nella tradizione marchigiana (sec. XVII-XX)” ; co-autrice della guida “Le Marche con i bambini”.
Ha collaborato con l'Osservatorio di Genere e scrive anche su Vitamine Vaganti, magazine dell’associazione Toponomastica Femminile, occupandosi di storia delle donne ed equità di genere. Laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia, Laurea quadriennale in Lettere indirizzo Moderno.







