
Da Cristina D’Avena alle artiste del circo contemporaneo: Artemigrante è donna
03 Settembre , ore 18:00 – 06 Settembre , ore 23:00
Dal 3 al 6 settembre Macerata torna a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto con la 27ª edizione di Artemigrante – Festival di Circo Contemporaneo e Teatro di Strada. Quattro giorni di spettacoli, musica, teatro, giocoleria e acrobatica che quest’anno avranno un tratto particolarmente evidente: una forte presenza femminile.

Nato nel 2000 e organizzato dall’Associazione culturale I Benandanti, il festival mantiene intatta la sua vocazione originaria: portare lo spettacolo fuori dai luoghi convenzionali e farlo entrare nelle piazze e nelle strade, eliminando la distanza tra chi si esibisce e chi assiste.
Una formula che in ventisette edizioni si è evoluta insieme al mondo del circo, aprendosi sempre di più ai linguaggi del circo contemporaneo, dove acrobatica e giocoleria dialogano con teatro, danza, comicità, ricerca e narrazione.
Il circo contemporaneo ha il volto delle donne
A caratterizzare l’edizione 2026 sarà soprattutto la presenza delle artiste. La maggior parte degli spettacoli di circo contemporaneo inseriti nel cartellone vede infatti protagoniste donne, interpreti che utilizzano il corpo, l’equilibrio, l’acrobatica, il gesto e l’ironia per esplorare le nuove possibilità della scena circense.
Una scelta che, spiegano gli organizzatori, non nasce dalla volontà di costruire a priori un’edizione “al femminile”, ma è il risultato della ricerca artistica e della qualità delle proposte incontrate durante la costruzione del programma.

Tra le protagoniste ci saranno Giorgia Russo con “Sweet Molotov”, Le Radiose con “On Air” e Alice Mangili con “Nascosto”.
Una presenza significativa anche perché racconta quanto sia cambiato il circo. Lontano dall’immaginario tradizionale, quello contemporaneo è diventato uno spazio nel quale le artiste possono essere autrici, interpreti e creatrici, sperimentando linguaggi che mettono insieme forza fisica e fragilità, tecnica e racconto, rischio e ironia.
E proprio il carattere così marcatamente femminile assunto dal cartellone ha accompagnato anche la scelta della grande ospite musicale di questa edizione.
Cristina D’Avena, una voce che attraversa le generazioni
Sarà Cristina D’Avena una delle protagoniste più attese di Artemigrante 2026. La cantante salirà sul palco di Piazza della Libertà il 4 settembre, portando nel centro di Macerata le canzoni che hanno accompagnato l’infanzia di diverse generazioni.
Una presenza che si inserisce nell’anima femminile dell’edizione ma che risponde anche a un’altra caratteristica storica di Artemigrante: essere una festa popolare e intergenerazionale, capace di riunire nello stesso spazio bambine e bambini, adolescenti e adulti.

Cristina D’Avena occupa da decenni un posto particolare nell’immaginario pop italiano. La sua voce è legata alla memoria dell’infanzia di milioni di persone e, allo stesso tempo, continua a raggiungere le nuove generazioni. Il suo concerto diventa così uno degli appuntamenti capaci di incarnare meglio lo spirito di una manifestazione che fa dell’incontro uno dei propri elementi distintivi.
Dal 2000, una storia nata nelle strade
Alla direzione artistica di Artemigrante c’è Marco Cecchetti, ideatore del festival, che nel 2000 ha dato vita insieme all’Associazione culturale I Benandanti a un progetto nato intorno a un’idea di teatro e spettacolo lontana dai luoghi tradizionali.
Attori, giocolieri, artisti, studenti e giovani maceratesi costruirono allora un’esperienza culturale nata dal basso, scegliendo la strada come spazio naturale dell’incontro con il pubblico.
Da quella prima edizione Artemigrante è cresciuto, ha ospitato artisti italiani e internazionali e ha seguito l’evoluzione del teatro di strada verso le nuove forme del circo contemporaneo, mantenendo però uno dei suoi elementi fondanti: la relazione diretta tra artista, pubblico e spazio urbano.
Cecchetti continua peraltro a vivere il festival anche dall’altra parte del palco: il 5 settembre sarà protagonista nelle vesti di DJ Silvio, passando dalla direzione artistica alla consolle.
Quando la città diventa il palcoscenico
Il vero spazio scenico di Artemigrante resta infatti Macerata.
Dal 3 al 6 settembre Piazza della Libertà, Piazza Vittorio Veneto, Piazza Cesare Battisti, il Cortile del Comune e gli altri luoghi coinvolti cambieranno temporaneamente funzione. Piazze e strade torneranno a essere luoghi nei quali fermarsi, incontrarsi e condividere uno spettacolo.
È uno degli aspetti che rendono particolare il teatro di strada: non esiste una separazione netta tra scena e platea. La città stessa entra nella rappresentazione, con i suoi rumori, gli incontri casuali, le persone che arrivano appositamente e quelle che si fermano perché attirate da ciò che sta accadendo.
Ventisette edizioni dopo la prima esperienza del 2000, Artemigrante continua dunque a partire dallo stesso luogo, la strada, ma osservando ciò che nel frattempo è cambiato nel mondo dello spettacolo.
E quest’anno quella strada sarà attraversata soprattutto dalle donne: artiste che con il proprio corpo, la creatività, la tecnica e la capacità di raccontare stanno contribuendo a ridisegnare il volto del circo contemporaneo.
